Niente illusioni: Montecarlo è stata una pagina a sé stante, in cui la Ferrari SF21 ha potuto mostrarsi col vestito da festa proprio in relazione al layout del tracciato del Principato. A Baku difficilmente le rosse saranno nuovamente lì a giocarsi pole position e vittoria, più probabilmente saranno chiamate a tener testa alla McLaren mentre Mercedes e Red Bull riprenderanno la loro battaglia sportiva e politica. Ultima deflagrazione: l'ala posteriore della RB16-B, per cui il team di Toto Wolff ha chiesto verifiche alla Fia.

Il caso dell'alettone

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare, è il caso di dire. E una Red Bull che rischia di rompere le uova nel paniere alla Mercedes - in una stagione che doveva essere una semplice transizione verso il terremoto regolamentare 2022, e che invece sta disegnando un Mondiale finalmente appassionante - non poteva non comportare qualche confronto di natura tecnico/politica, oltre a quello sportivo in pista. E così, dopo le polemiche per lo shopping di ingegneri che Chris Horner ha fatto a Brackley, a finire nel mirino è stata l'ala posteriore della R816-B, che a detta di alcuni flette oltre il consentito a velocità massima.
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La regola e i test statici

Da regolamento, per risultare conforme, l'ala posteriore non deve flettere oltre i 3 mm durante i test di carico statici fatti dai tecnici FIA. Test a cui la Red Bull è risultata perfettamente regolare. Il problema nasce dal fatto che i test statici non sono rappresentativi quanto i carichi a macchina in movimento, ragion per cui Mercedes (e McLaren) hanno prodotto delle riprese video in cui dimostrano che l'ala posteriore della RB16-B flette ben oltre i 3mm di cui sopra quando è lanciata in velocità. Dunque sarebbe perfettamente conforme alla regola, salvo flettere ulteriormente se sottoposta a carico doppio o triplo rispetto a quello dei test statici. Motivo per cui Mercedes non ha presentato un reclamo ufficiale, che sarebbe stato respinto regolamento alla mano, bensì inoltrato una richiesta di verifica alla FIA.

Rischio Gp sub iudice

Naturalmente ci si chiede perché Mercedes non abbia provato a trovare una soluzione simile per la propria macchina, invece di richiedere chiarimenti alla Federazione. La risposta sta nell'interezza del progetto tecnico, differente per le due monoposto. La Red Bull ha storicamente un assetto molto 'picchiato' in avanti, il famoso effetto rake, che permette di massimizzare i vantaggi di un'ala che flette e abbassa il retrotreno nelle condizioni richieste, aumentando il grip meccanico. La W12 ha invece un assetto completamente diverso, con un rake che non supera gli 1.3 gradi, per cui la soluzione dell'ala flettente non apporterebbe alcun vantaggio. Di qui la richiesta alla FIA, che però si esprimerà solo prima del Gp di Francia, lasciando un pericoloso vuoto per l'Azerbaijan che rischia di comportare ricorsi e dunque un risultato 'sub iudice'.
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Ferrari, luce in fondo al tunnel

Tornando in casa Ferrari, la consapevolezza di aver perso l'occasione d'oro a Monaco c'è, così come quella di dover tornare a guardarsi in primis dalla McLaren nel prossimo appuntamento a Baku. Ma se Monaco è stata un capitolo a parte - con la speranza che anche Ungheria e Singapore possano riproporre condizioni simili - è comunque evidente che la salita sia ripida ma non impossibile da scalare. Insomma, qualche bagliore si inizia a scorgere dentro il tunnel tecnico in cui Maranello si era infilata nel 2020. I due gettoni spesi sul retrotreno hanno trasformato la SF1000 in una SF21 decisamente più stabile, efficiente e con un grip meccanico addirittura inaspettato. Un ottimo auspicio per il prosieguo della stagione e, ovviamente, in prospettiva 2022. Sul quale, a detta della stessa Ferrari, è impegnato il 95% delle risorse tecniche e umane.

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Squadra assolta per Monaco

E a proposito dell'occasione perduta a Monaco: l'indagine interna ha individuato una giuntura di collegamento tra il mozzo e il semiasse sul lato sinistro, cioè opposto a quello del botto alle Piscine. Pressoché impossibile da scorgere nelle verifiche fra le qualifiche e il Gp. Se fosse stata sostituita la scatola del cambio, Leclerc sarebbe partito 6° e si sarebbe ritirato ugualmente per lo stesso motivo. Se fosse stato cambiato l'albero di trasmissione con porta ruota e mozzo, il monegasco sarebbe stato retrocesso in fondo alla griglia. Tutto considerato, è stato giusto prendersi il rischio, anche se è andata male.

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