Chi è ancora contrario alla Sprint Race in Formula 1 alzi la mano. Ci hanno regalato più emozioni gli ultimi due giri del gran premio dell’Azerbaijan dei primi 47 in cui si era rischiato l’effetto corazzata Potëmkin. L’animo americano dei nuovi proprietari del baraccone ha prevalso sulla tradizione che una volta avrebbe considerato chiusa la gara dopo la bandiera rossa sventolata per il botto in rettilineo del povero Verstappen.
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Due giri pazzeschi

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Quei due giri, invece, ci hanno regalato il secondo errore stagionale di Hamilton (dopo quello di Imola), l’incertezza fatale di Leclerc nell’attacco al podio, la rimonta da vecchio leone di Alonso schizzato dal decimo al sesto posto. Tutto in due giri. Divertenti come non lo erano stati i primi 47 nonostante la grande fuga di Verstappen verso una vittoria meritata, impreziosita dal gioco di squadra della Red Bull che aveva messo Perez alle sue spalle a difenderlo da Hamilton. L’importante è che la sprint race non cancelli le emozioni che dà ancora una sessione di qualifica, soprattutto oggi che sono tornate ad essere combattute come un tempo e non più monopolio degli uomini Mercedes.

Max Verstappen (Red Bull)

Credit Foto Getty Images

Podio senza Mercedes

La gara sprint di Baku, tra l’altro, ci ha regalato per la seconda volta di fila un podio senza Mercedes. Un evento rarissimo nell’era ibrida della Formula 1 che nei 143 Gran premi corsi dal 2014 a Monaco aveva visto 105 vittorie Mercedes. Il team di Toto Wolff stava recuperando un weekend cominciato malissimo, ma Hamilton non si è accontentato di rifilare un pesantissimo 18-0 a Verstappen. Ha cercato la vittoria. Una mossa strana per uno come lui, soprattutto dopo che aveva detto via radio: “Il mondiale è una maratona non un gara sprint”. Poteva attendere e cercare di passare Perez prendendogli la scia. Ci ha provato al via dimenticandosi di frenare. Ha pure chiesto scusa alla squadra, un gesto davvero insolito. La sfida con Max lo sta cambiando e la sensazione è che ci riserverà altre sorprese da qui alla fine dell’anno.

Charles Leclerc - Ferrari

Credit Foto Imago

Ferrari: anche i piloti non sono perfetti

Se Hamilton ha perso un’occasione è difficile non dire lo stesso della Ferrari. Partire in pole a Baku non significa vittoria garantita soprattutto se Red Bull e Mercedes sono superiori. Ma finire giù dal podio dietro anche a Aston Martin e Alpha Tauri non può essere letto come un segnale positivo nonostante il sorpasso sulla McLaren nel mondiale costruttori. L’auto non era competitiva come in qualifica, ma anche i piloti non sono stati perfetti. Capita anche a loro.

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