Dopo i fuochi d'artificio delle qualifiche di sabato - con la pole di Charles Leclerc ed il secondo posto agguantato da Hamilton - il Gp di Azerbaigian sul bellissimo circuito cittadino di Baku non è stato da meno. Alla fine è arrivata la prima vittoria sulla Red Bull per Sergio Perez, ma il team di Chris Horner schiuma rabbia per l'incidente a 4 giri dalla fine che ha tolto una vittoria ormai certa a Max Verstappen, vittima dello scoppio di una gomma in rettilineo e a muro a 300 kmh. Pilota illeso, ma doppietta sfumata. Non ne approfitta però Lewis Hamilton, che dopo un'intera gara alle spalle delle velocissime Red Bull prova il tutto per tutto nel finale, quando prova ad attaccare Perez alla ripartenza ma va clamorosamente lungo in curva 1. Alla fine è uno 0-0 fra i due papabili per il Mondiale, e c'è gloria per gli altri.
Sul secondo gradino del podio sale il redivivo Sebastian Vettel, autore di una grande rimonta dall'11° posto e di un paio di sorpassi da consumato campione alla ripartenza dopo la prima safety car. Terzo Pierre Gasly, solidissimo con la sua Alpha Tauri. Leclerc su Ferrari resiste solo per due giri al comando, poi deve dare strada agli avversari più veloci e lottare per tutta la gara col degrado gomme, chiudendo infine 4°. Non bene l'altro ferrarista Sainz, che sbaglia dopo il pit stop e recupera solo fino all'8° posto. Peggio Valtteri Bottas, 10° in partenza e 12° al traguardo. Mercedes senza punti è evento raro.

ORDINE D'ARRIVO

GP Azerbaigian
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PerezRed Bull
VettelAston Martin+ 1"745
GaslyAlpha Tauri+ 3"081
LeclercFerrari+ 4"198
NorrisMcLaren+ 5"059
AlonsoAlpine+ 6"608
TsunodaAlpha Tauri+ 7"303
SainzFerrari+ 8"005
RicciardoMcLaren+ 9"138
RaikkonenAlpha Romeo+9"643

FATTORE GOMME

Se nelle libere e in qualifica il fattore decisivo era stata curva 15, in gara è stato decisivo il degrado delle gomme. Che ha tagliato le gambe alla Ferrari rispetto alle prestazioni sul giro secco, ma soprattutto ha deciso la gara rispetto a Verstappen, tradito dallo scoppio della posteriore sinistra in rettilineo quando era a soli 4 giri dalla bandiera a scacchi. Stesso inconveniente in cui era incappato precedentemente Lance Stroll su Aston Martin, che era partito con gomme bianche dure ed era pronto a cambiarle a due/terzi di gara, quando a sua volta è andato a picchiare sul rettilineo principale per l'esplosione della posteriore sinistra. Si capirà se i due incidenti siano stati conseguenza di degrado o del contatto con detriti in pista. O se qualcuno ha giocato troppo con le pressioni degli pneumatici.

La rabbia di Verstappen dopo l'incidente.

Credit Foto Getty Images

MOMENTI CHIAVE

Partenza: Al semaforo verde domina la prudenza, le monoposto sfilano in curva 1 senza che nessuno prenda rischi eccessivi. Carlos Sainz blocca però in staccata di curva 2, e ne approfitta Sergio Perez, partito meglio di tutti, per passarlo. E' il primo tassello del messicano verso la vittoria finale.
Leclerc cede il passo: Come prevedibile, la pole position di Leclerc lascia spazio ad un ritmo gara meno competitivo della SF21, che deve lasciarsi sfilare sul dritto prima da Hamilton, poi dalle due Red Bull. Charles soffrirà con le gomme per il resto della gara, e finirà anche dietro Gasly.
Pit stop decisivo: Braccato dalle Red Bull, Hamilton prova la mossa di fermarsi per primo a montare gomme dure, ma Verstappen e Perez, con pista libera, si creano le condizioni per scavalcare l'inglese e mettere le basi per la doppietta.
Brivido Stroll: Al giro 31 Stroll anticipa quello che accadrà poi a Verstappen schiantandosi sul muro (anche per lui nessuna conseguenza fisica). Safety car in pista e ripartenza, con Sebastian Vettel che sorprende prima Leclerc e poi Gasly, issandosi al 4° posto.
Fuori Verstappen: Quando la gara sembra cristallizzata, ecco il botto di Verstappen che dà via libera a Perez e Hamilton e impone le bandiere rosse. Dopo il rientro di tutte le macchine ai box, si decide per completare il Gp con una gara sprint per i 2 giri rimanenti.
Fuori Hamilton: Al semaforo verde della gara super-sprint di 2 giri Hamilton parte meglio e attacca duro Perez, va però lungo in curva 1 e viene sfilato da tutti, finendo 16° e neutralizzando di fatto l'incidente di Verstappen. Era con mezza macchina davanti e si è fatto ingolosire dal migliore start. L'errore che non ti aspetti.

Hamilton (Twitter F1)

Credit Foto Eurosport

IL MIGLIORE: SEBASTIAN VETTEL

Seb è tornato: era già stato fra i migliori a Montecarlo, è certamente l'MVP del Gp di Baku, con un podio figlio di una gara gagliarda condita da un paio di sorpassi vecchia maniera. Beffato in Q2 per pochi centesimi, rientra subito in zona punti e anche grazie alla strategia risale fino al 6° posto. Il resto ce lo mette lui con una serie di giri da qualifica dopo la prima safety car. Resuscitato.

IL PEGGIORE: VALTTERI BOTTAS

Non ci ha capito nulla già dalle libere di venerdì (e con lui la squadra tutta), acciuffando un 10° posto in qualifica per poi sprofondare 12° in gara, superato anche dall'Alfa Romeo di Giovinazzi. Il punto più basso da quando è in Mercedes, coi primi spifferi che lo vogliono fuori nel 2022. Giornata da dimenticare anche per Carlos Sainz, che paga un errore con gomme fredde dopo il pit stop. Ma almeno il ferrarista ha reagito risalendo in zona punti, infilandosi fra le due McLaren. Lewis Hamilton ci ha messo il suo per tenere a galla una Mercedes in evidente difficoltà, ma l'errore finale, con Verstappen già out, è grave. Solo questo Bottas può togliergli la palma del peggiore.

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