Amarezza e delusione: sono questi i sentimenti che si provano in Ferrari dopo l’ottavo round del Mondiale 2022 di F1. Sul tracciato cittadino di Baku (Azerbaijan) la Rossa andava a caccia di un risultato che potesse permetterle di rilanciarsi per il titolo, ma l’esito della domenica azera è stato decisamente infausto. Il doppio ko delle monoposto del monegasco Charles Leclerc e dello spagnolo Carlos Sainz ha avuto delle conseguenze altamente negative.
L’uno-due Red Bull, con l’olandese Max Verstappen vincitore e il messicano Sergio Perez secondo, ha avuto riflessi nella classifica importanti: il neerlandese comanda con 150 punti, 21 in più del compagno di team e 34 in più di Leclerc; la scuderia di Milton Keynes può vantare 80 lunghezze di margine nella graduatoria costruttori rispetto a quella di Maranello. Un’analisi su quanto accaduto va fatta e per parlare di questo argomento ci siamo rivolti a Giancarlo Minardi, presidente della Commissione monoposto e massimo dirigente dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.
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Giancarlo, bentrovato. La gara di Baku ha favorito Red Bull e affossato la Ferrari. Campionato già compromesso?
“Direi di aspettare per un’affermazione così perentoria. Mancano ancora 14 gare alla fine, certo se la tendenza è questa la sfida si fa complicata per la Rossa“.
L’affidabilità sta facendo soffrire la scuderia di Maranello: il doppio ko delle macchine di Leclerc e di Sainz e i problemi dei team clienti sono decisamente rappresentativi della situazione. C’è da essere preoccupati?
“Credo che le considerazioni da fare seguano due binari, ovvero se la causa della rottura riguarda un prodotto di fabbricazione esterno oppure se è frutto di un aggiornamento della power unit scarsamente consistente. Da quel leggo, pare sia la prima ipotesi e questo spiegherebbe anche i problemi avuti dalle scuderie clienti dal momento che io non credo che queste girino con lo stesso livello di potenza del team ufficiale“.
Affidabilità, ma anche gestione dei momenti. La Ferrari, soprattutto a Montecarlo, ha commesso tanti errori e la sensazione è quella di un team non ancora con le certezze per puntare a vincere il titolo. Del resto, lo stesso Mattia Binotto ha parlato di un obiettivo non finalizzato al successo finale, quanto alla lotta per l’iride. Che cosa ne pensa?
“Binotto sa meglio di chiunque altro cosa dire e fare per portare alla vittoria alla Ferrari. Io non credo che la Rossa corra per arrivare seconda, semmai manca l’abitudine a lottare per il campionato, considerando le ultime annate nelle quali non era in lizza per il titolo come Mercedes e Red Bull. Penso a questo il Team Principal si riferisca. E’ chiaro, però, che a Monaco sono stati commessi degli errori, ma in questa fase ci sono stati anche degli episodi poco fortunati e non gestibili dal team“.

Mattia Binotto pensieroso, Ferrari, Getty Images

Credit Foto Getty Images

A cosa si riferisce?
“L’acquazzone del Principato ha chiaramente stravolto gli equilibri, perché in una gara asciutta la Ferrari aveva tutto per fare doppietta. In Spagna, d’accordo il ritiro di Leclerc per il motore, ma non dimentichiamo Verstappen che va fuori dalla pista e non ha alcun danno alla macchina, per non parlare dei problemi tecnici avuti nelle prove libere di Miami e al DRS“.
Dunque, in Canada che cosa si prospetta?
“Difficile da dire. Ferrari io credo adotterà una strategia conservativa sul motore per evitare nuove rotture, ma su una pista dove la potenza conta molto sarà da capire come inciderà. A Baku, in rettilineo, Leclerc andava più forte di Verstappen e nonostante l’effetto scia nei 2,2 km l’olandese non è mai riuscito ad attaccarlo. E’ una situazione complessa perché alla fine la Rossa andrà sicuramente in penalità e sarà da capire quando, mentre Red Bull è in linea con il proprio piano d’azione“.
E su Mercedes cosa possiamo dire?
“I numeri parlano chiaro: ottavo risultato positivo per George Russel che coglie il terzo posto davanti a Lewis Hamilton e il quarto in classifica piloti. Peccato vedere soffrire così Lewis che, tra l’altro, si è lamentato dei dolori alla schiena dovuto al porpoising“.
Crede che il problema del pompaggio aerodinamico dovrebbe essere affrontato con maggior attenzione dalla FIA visto che non è solo Mercedes a soffrirne?
“E’ un tema delicato ed è chiaro che alcuni team abbiano minimizzato il fenomeno e altri meno. Per quanto mi riguarda, la Federazione dovrebbe analizzare la situazione“.

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