Diciassette anni dopo l'ultima pole e quattordici dopo l'ultimo successo, la Ferrari torna alla vittoria in Canada, fra i luoghi del cuore dell'epopea del Cavallino ma salotto di casa per Lewis Hamilton nelle ultime edizioni. Una vittoria pesante, che riporta Sebastian Vettel in testa alla classifica Mondiale ma soprattutto certifica come gli sviluppi sapientemente centellinati dal team diretto da Mattia Binotto stiano portando la SF71-H verso l'obbiettivo: estrarne il massimo potenziale.

Motore ed efficienza: Ferrari velocissima sul dritto

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Del resto il progetto 2018, a detta dello stesso responsabile, puntava a risolvere le difficoltà del 2017 sul veloce, terra di conquista di tutti i motorizzati Mercedes. Il passo leggermente allungato e un'aerodinamica più complicata da assemblare ma con ampi spazi di sviluppo puntavano proprio a trovare efficienza e velocità sul dritto. Con positive ripercussioni sul sabato, troppo spesso palla al piede della SF70-H nel 2017. E la cavalleria del motore ha fatto il resto, con la prima evoluzione - la specifica 2 - che ha debuttato proprio sulla macchina di Vettel a Montreal, fornendo risposte positive pur in mancanza del confronto diretto con quella Mercedes, lasciata prudentemente a casa dai tecnici di Stoccarda in seguito ad anomalie emerse al banco. Altro segnale, insieme alla colata a picco si Williams e Force India, che la power unit Mercedes non è più due spanne sopra tutti, anche se forse ancora la più efficiente in termini di equilibrio generale.

Vettel martella, Kimi sbaglia ancora

Sulla Ferrari che cresce nello sviluppo ed è là davanti sul lento di Monaco come sugli allunghi di Montreal, c'è un Sebastian Vettel in stato di grazia, che inanella pole position e torna finalmente a raccogliere il bottino pieno dopo recenti raccolti più magri del previsto. Lui per il Mondiale c'è, e forse mai come quest'anno 'sente' il potenziale. Talmente in forma da aver finalmente rischiato un discreto italiano in conferenza stampa. In ombra invece Kimi Raikkonen, anonimo in gara ma soprattutto ancora in errore in qualifica, come a Baku. Marchionne tiene parecchio al Mondiale Costruttori, finire dietro le Mercedes spompe di motore, per quanto Kimi avesse già montato la seconda unità ma non nella specifica 2 affidata al solo Seb, non è un contributo granché tangibile. Al finlandese serve un acuto, e presto.
Dal 2000 ad oggi quando la Ferrari ha vinto a Montreal ha sempre festeggiato il titolo a fine anno
AnnoVincitore GP CanadaVincitore titolo iridato
2000Michael SchumacherMichael Schumacher
2001Michael SchumacherMichael Schumacher
2002Michael SchumacherMichael Schumacher
2003Michael SchumacherMichael Schumacher
2004Michael SchumacherMichael Schumacher

Lewis giù nelle difficoltà

E come a volte è accaduto anche lo scorso anno (Montecarlo e Sochi), nelle difficoltà Mercedes Lewis Hamilton ha finito per perdersi più del compagno Bottas. Se a Monaco era stato bravo a chiudere il week end a sua detta più complicato con un redditizio terso posto, a Montreal ha perso lucidità da sabato pomeriggio senza più ritrovarla. Aveva il motore a fine vita, e forse anche qualche calo di potenza, e sulle Hypersoft la W09 ha confermato di non essere a proprio agio. Ma Bottas non stava messo tanto meglio ed ha tenuto onorevolmente il passo di Vettel, e soprattuto Lewis ha finito dietro le due Red Bull su una pista di motore. Perdendo forse quei punti che aveva guadagnato a Montecarlo con una sontuosa qualifica. A Le Castellet, con motore nuovo e gomme 'amiche', sarà chiamato al riscatto.

Rebus gomme al Paul Ricard

Promosse a pieni voti l'evoluzione del motore e le novità aerodinamiche (parecchio il lavoro sulle appendici aerodinamiche dietro le sospensioni anteriori), ora alla Ferrari manca la verifica gomme. Su quelle 2018 va forte e consuma poco, su quelle abbassate di 0,4mm nel battistrada è andata in crisi a Barcellona, proprio mentre la Mercedes trovava l'unico week end in cui non aveva difficoltà con le coperture. Sarà interessante vedere se la circostanza si ripeterà o se la Spagna è stato un unicum, e se in Ferrari si è lavorato anche su questo fronte visto che il calendario prevede poi una tera gara a battistrada ribassato, in Gran Bretagna, e visto che Vettel aveva invitato a capirci qualcosa in più dopo il test del lunedì successivo alla gara catalana. E a proposito di gomme, impossibile non notare come nel proliferare di Supersoft, Ultrasoft, Hypersoft e relative audaci colorazioni, sempre più morbide per variare le strategie, si continua senza problemi a fare un solo pit stop.
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