Michael Masi ha chiuso il Gran Premio dell’Arabia Saudita, ventunesimo e penultimo appuntamento del Mondiale di Formula Uno 2021, quasi più provato di Lewis Hamilton e Max Verstappen. Il direttore di gara è stato chiamato in causa un numero di volte letteralmente da record, con decisioni spesso incomprensibili e, soprattutto, con una sorta di trattativa, dopo la seconda bandiera rossa, che ha fatto sollevare diverse sopracciglia agli addetti ai lavori.
Già in precedenza avevamo visto una Safety Car mandata in pista in seguito all’incidente di Mick Schumacher, con un paio di giri di anticipo rispetto alla prima bandiera rossa. Sorprendente per modalità e tempistiche. Dopodiché è stata la volta della seconda partenza della giornata. Incidenti assortiti e, soprattutto, il “caos” in curva 1 con Max Verstappen che mandava per le terre Lewis Hamilton, con Esteban Ocon spettatore interessato. L’olandese. a quel punto, doveva restituire la posizione al “Re Nero”, ma non c’è stato tempo per colpa della nuova sospensione e, non secondario, per il fatto che il portacolori della Alpine fosse tra i due rivali.
A quel punto è partito il tam-tam via radio, con Michael Masi che, sostanzialmente, mercanteggiava una soluzione “all’italiana” tra i team. Come poi è avvenuto. “Non chiamerei quanto accaduto un accordo – puntualizza a motorsport.com – Dal punto di vista di direttore di gara non ho l’autorità di istruire effettivamente i team a fare qualcosa. In quella situazione potevo solo proporre un’offerta, ma alla fine era una scelta loro: i commissari hanno ovviamente il potere di imporre sanzioni, ma io posso dare loro la mia prospettiva, ed è per questo che ho offerto loro la possibilità di rinunciare a quella posizione”.
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“E’ stato come il risultato della bandiera rossa esposta dopo l’incidente in curva 3 – prosegue il race director che ha sostituito Charlie Whiting – la priorità in qualsiasi situazione è, per prima cosa, assicurarsi che i piloti stiano bene e al sicuro, poi per attivare il recupero delle vetture e permettere ai commissari di percorso di ripulire la pista dai detriti. Quindi, probabilmente, le bandiere rosse sono sembrate più lunghe del normale, ma le discussioni avvenute sono molto normali. Quando ho visto quanto accaduto tra Max e Lewis alla Curva 2, ho subito suggerito ai commissari di dare ai team la possibilità di restituire la posizione. La bandiera rossa è stata poi esposta rapidamente. Essendo stata sospesa la gara, abbiamo lavorato per correggere efficacemente quanto accaduto prima di ripartire”.
Masi ha poi confermato che, quanto accaduto ieri sia già accaduto in passato, e non si è trattato di un “unicum” vista l’importanza della posta in palio. “Quanto successo è stata una discussione molto normale, che è avvenuta regolarmente in diverse occasioni che si sono presentate nel corso di quest’anno e anche in precedenza”.
Foto: LPS Florent Gooden
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