Non eravamo abituati a vedere Charles Leclerc sbagliare. Ci eravamo illusi che in lui non ci fosse spazio per Clark Kent, ma solo per un Superman dal mantello rosso Ferrari. Dategli una macchina e ci penserà lui, dicevamo. Invece anche il Predestinato è un essere umano che può sbagliare quando meno te lo aspetti come in Francia o a Imola. È finito contro un muro di gomme quando davanti a lui si stava srotolando un tappeto rosso che lo avrebbe condotto verso la vittoria.
La sua Ferrari era l’auto più veloce in pista e stava mangiando le gomme molto meno della Red Bull. Aveva la gara in mano quando ha perso il controllo della SF 75 e ha finito la sua corsa contro un muro di gomme lanciando un urlo agghiacciante. “Seperderemo il mondiale di 32 punti sapremo di chi è la colpa. Dei miei errori a Imola ein Francia”, ha detto.
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La verità però è un’altra. Se la Ferrari può ancora sognare, nonostante i 63 punti di distacco, il merito è di Leclerc che l’ha portata sette volte in pole position e tre voltealla vittoria. Lui resta l’arma in più anche se forse adesso dovremo rallentare un po’ con i paragoni con i più grandi, quelli che due volte a stagione non sbagliavano quasimai. Prendete lo stesso Hamilton: due errori in una stessa stagione non si ricordano. Lo stesso Verstappen quest’anno ha disputato una stagione immacolata. Ogni tanto sbaglia in qualifica, ma in gara non c’è più lo spazio per il Mad Max di una volta.

Charles Leclerc, GP Francia 2022, Ferrari

Credit Foto Getty Images

Leclerc ha meno gran premi dei suoi avversari sulle spalle. Deve ancora crescere perdiventare davvero un campionissimo anche se il talento c’è tutto. Per battere la Red Bull di Verstappen bisogna essere perfetti. Per battere quella di Perez può bastare anche meno. La Ferrari non sempre ci riesce. Quando la macchina è affidabile e la squadra non sbaglia strategia ci si mette il pilota. Quando il pilota è perfetto si rompe la macchina o si sbaglia la strategia.
Capitava così anche con laprima Ferrari di Schumacher, quella del 1996 e degli anni successivi fino al 2000. Mancava sempre qualcosa per fa quadrare il cerchio. La base sembra esserci. Il castello non sta per essere costruito sulla sabbia. Ha fondamenta solide. Basta crederci e continuare a migliorare gara dopo gara. Prima o poi ogni tessera si incastrerà al posto giusto. Se non sarà quest’anno, sarà il prossimo. Questa volta la strada sembra proprio quella giusta.

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