Il Re della pioggia è tornato, e se Silverstone sembrava essere stata una botta difficile da metabolizzare per la Mercedes, in Germania è arrivata una doppietta delle W09 che rimette il cerino in mano alla Ferrari, condizionata da un altro passaggio a vuoto di Sebastian Vettel e con un bottino di metà stagione più magro di quanto sarebbe potuto essere. Hockenheim rimette Hamilton e Mercedes davanti nelle due classifiche, e chiama il Cavallino ad un immediato riscatto domenica prossima in Ungheria per andare alla sosta estiva in condizioni di quasi parità.

Seb, errori pesanti

Se nel 2017, con una Ferrari fortissima sui circuiti lenti ma lontana dalla Mercedes sul veloce, erano state proprio la costanza di risultati di Vettel e la sua capacità di massimizzare i punteggi a tenere le rosse in corsa fino a Singapore, in questo 2018 sembrano essersi ribaltati i ruoli. Il Lewis Hamilton che in alcune situazioni (Monaco, Sochi) si perdeva nelle difficoltà di set up finendo pure alle spalle di Bottas, nel 2018 è divenuto una macchina da guerra in grado di trarre il massimo profitto da ogni situazione, mentre è proprio Vettel ad incorrere in errori che stanno lasciando inespressa una discreta parte del potenziale della SF71-H. A Le Castellet avevamo parlato di bonus errori esaurito dopo il contatto con Bottas (e l'attacco a vuoto allo stesso finlandese a Baku); dopo Hockenheim - gara maledetta per Seb che è cresciuto a 50 km da qui ma non ci ha mai vinto in F1 - bisogna iniziare a sperare che qualche errore lo faccia anche Lewis, e non solo il sabato come ad Hockenheim.
GP Germania
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Hamilton Re del bagnato

Lewis che, col trionfo in Germania, restituisce la pariglia all'avversario e morale alla squadra. Perché al di là della rimonta dal 14° posto - impresa tutt'altro che difficile per Mercedes, Ferrari e Red Bull - ad impressionare sono stati il ritmo tenuto dall'inglese e soprattutto la capacità di far durare il primo treno di gomme soft, laddove il consumo degli pneumatici era stato fino ad oggi il punto debole della W09. Ma andando oltre le circostanze che hanno aperto la strada al successo di Hamilton - l'errore di Vettel e i bollenti spiriti di Bottas prontamente spenti dal team Mercedes, oltre che la decisione dei commissari di non penalizzarlo - le statistiche parlano chiaro: l'inglese è fra i tre piloti ad aver vinto il maggior numero di gare su pista bagnata, nonché il vero e proprio numero uno dell'era ibrida con 12 vittorie su 12 gare sotto la pioggia. Il Re del bagnato, al di là di come finirà il Mondiale, è senza dubbio lui.

Lewis graziato dai commissari

Detto questo, il successo di Lewis in Germania è stato anche decretato da un'incomprensibile decisione dei commissari di gara, che a norma di regolamento avrebbero dovuto infliggergli una penalizzazione relegandolo al secondo posto dietro Bottas. Il taglio della corsia box, anche in caso di rinuncia all'entrata come nel suo caso, non è permesso . E la motivazione dei commissari, secondo cui la Mercedes ha subito chiesto scusa e che la manovra non ha causato danni ad altri, è risibile. Esiste peraltro un precedente, i 5” di penalizzazione inflitti a Kimi Raikkonen lo scorso anno a Baku per un episodio simile. Non sarebbe cambiato moltissimo in termini di classifica - 7 punti - ma il regolamento è oggettivo, e le deroghe così malamente giustificate non contribuiscono a nobilitare un Mondiale bello e appassionante.

Metà stagione, ecco i team order

L'undicesima gara sulle 21 in programma ha dato il via libera agli ordini all'interno delle scuderie: in Ferrari, pur con qualche frecciata dialettica, Raikkonen ha lasciato strada a Vettel prima della frittata del Motodrome, mentre in Mercedes hanno fatto capire a Bottas che un attacco a Hamilton a 10 giri dalla bandiera a scacchi era più che sufficiente per tornare a cuccia a godersi il rinnovo appena firmato. Di qui in avanti, difficilmente potranno uscire dal ruolo di scudieri.

Gomme, quanti errori

L'arrivo improvviso della pioggia ha mostrato quanto sia delicato cambiare improvvisamente approccio e strategia in questa Formula 1 ultratecnologica, regalando situazioni al limite del comico. La fiducia nei dati del computer va ormai molto al di là di quelle che sono le sensazioni dei piloti in pista, al punto che tutti hanno dovuto attendere il lungo di Vettel per capire che era quanto meno necessario mettere gomme nuove, anche se slick. Più legate all'azzardo le scelte di Sauber e Red Bull di montare gomme da bagnato, rinnegate dopo un paio di giri d'inferno per Leclerc e Verstappen.

Ferrari, Ungheria decisiva

Ora il Circus prepara armi e bagagli per Budapest, ultima gara prima della sosta estiva. Gara delicatissima per Maranello, che ora ha assoluta necessità non solo di vincere, ma anche di sperare che le Red Bull - molto competitive sui circuiti lenti - possano togliere punti alle Mercedes. Prendere altro distacco in classifica prima della sosta darebbe ulteriore linfa agli uomini di Toto Wolff, parecchio rinfrancati dopo le delusioni in Austria e Gran Bretagna e le conseguenti epurazioni al vertice del team.
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