Max Verstappen ha vinto il GP d'Italia allungando la striscia di successi consecutivi in Formula 1 a quota cinque (undicesima per l'olandese della Red Bull nel 2022) e allungando in classifica piloti a 116 punti di vantaggio su Leclerc, secondo davanti ad una marea di tifosi ferraristi. Tuttavia, la gara sul circuito di Monza è terminata in maniera insolita e con l'amaro in bocca per tutti i piloti, team e appassionati. Tutte le monoposto infatti sono transitate in parata sotto la bandiera a scacchi in regime di una safety car rimasta troppo a lungo in pista: uno "spettacolo" che il pubblico sugli spalti non ha digerito, ricoprendo di fischi l'ultimo passaggio. Fischi rivolti naturalmente alla direzione gara, colpevole di un pasticcio nel momento clou della corsa. Dopo quanto accaduto ad Abu Dhabi 2021 (escalation di un finale di stagione di decisioni contrastanti), i commissari del Circus tornano nella bufera.
La causa dell'ingresso della safety car in pista si deve al 47° giro dei 53 previsti, quando Daniel Ricciardo parcheggia la sua McLaren all'interno tra le curve Lesmo, metà in strada e metà nel sottile tratto d'erba vicino alle barriere. Sacrosanta la scelta dei commissari, anche se probabilmente con un leggero timing di ritardo, dopo che Verstappen e Leclerc sono transitati sotto al rettilineo principale. Questa entrata leggermente posticipata, insieme alle difficoltà del trattore di raggiungere il punto del tracciato in cui la vettura dell'australiano è rimasta ferma, ha generato il caos. La safety car impiega addirittura tre giri per trovare la testa della corsa e mettere in fila indiana i piloti, allungando il ritardo dei lavori di rimozione, impossibilitati a farlo prima per motivi di sicurezza dato che tutte le monoposto erano sparpagliate lungo il tracciato.
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Mancano soltanto due giri quando la pista è sgombra, ma tutti i piloti devono ancora sdoppiarsi e da regolamento la gara non può riprendere prima. L'eccessiva prudenza dei commissari impedisce di dare la bandiera verde prima dell'ultimo giro, nel malcontento di tutti. Ed effettivamente, sette giri sotto la safety car si vedono molto raramente, specialmente se si deve rimuovere una sola vettura.
Tra i più amareggiati per come è terminata la gara c'è Charles Leclerc, che una volta azzerato il distacco da Verstappen avrebbe avuto l'occasione di andare a caccia della vittoria. "Un finale così è frustrante - commenta il monegasco della Ferrari - Speravamo di giocarcela fino alla fine ma non è successo; è un peccato, ho dato tutto, è un buon risultato il secondo posto ma avrei voluto vincere". Frustrazione condivisa con tutti gli altri piloti, a partire dal compagno di squadra Sainz che non ha potuto tentare l'assalto finale per il podio, interrompendo la sua rimonta di quattordici posizioni.
Anche il team principal Ferrari, Mattia Binotto, ha criticato apertamente la FIA al termine del GP d'Italia.
Non sapevamo come sarebbe finita con una ripartenza. Dopo Abu Dhabi si era parlato di velocizzare la ripartenza e oggi le condizioni c’erano. Non sappiamo perché abbiano aspettato così tanto a fare riaccodare le vetture. È una vera dormita della FIA e a oggi non sono ancora all’altezza di questo tipo di operazioni. Hanno cambiato volto, ma in certe decisioni sono troppo prudenti e lenti: la F1 ha bisogno di un’altra marcia, le gare vanno corse in pista e non dietro a una safety car

La FIA risponde alle accuse

Circa un'ora dopo la gara, la FIA ha spiegato le ragioni della scelta attraverso un comunicato, cercando di proteggersi dalle numerose proteste. "Sebbene sia stato fatto ogni sforzo per recuperare rapidamente l'auto n. 3 (quella di Ricciardo, ndr) e riprendere le corse, i marshal non sono stati in grado di mettere l'auto in folle e spingerla sulla via di fuga. Poiché la sicurezza dell'operazione di recupero è la nostra unica priorità e l'incidente non era abbastanza significativo da richiedere una bandiera rossa, la gara si è conclusa sotto safety car seguendo le procedure concordate tra la FIA e tutti i concorrenti. La tempistica del periodo di safety car all'interno di una gara non ha alcuna influenza su questa procedura".

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