Il Gp di Monaco-Montecarlo, dopo l'annullamento dello scorso anno in piena prima ondata della pandemia da Covid-19, segna una prima parvenza di ritorno verso la normalità per il Circus della Formula 1. La gara unica nel suo genere per storia, fascino e persino per l'assurdità tecnica di girare con macchine da oltre 300 kmh tra stradine e marciapiedi col bel mondo a fare da cornice, è il punto di raccordo tra la Formula 1 che è stata, la lunga parentesi pandemica, e la Formula 1 che sarà, proprio nei giorni in cui gli ingegneri iniziano a lavorare sul progetto 2022 che segnerà l'ingresso nel nuovo regolamento tecnico.

Hamilton-Verstappen, la sfida riparte

La F1 torna a Montecarlo nella fase calda della sfida a tutto tondo fra Mercedes e Red Bull. Oltre alla lotta in pista fra i due piloti, con Lewis Hamilton costretto ad uscire dalla comfort zone degli ultimi anni per tenersi dietro lo scalpitante Verstappen, ce n'è una tecnica e di risorse umane, che sta facendo emergere diversi spigoli. Dopo l'ingaggio dell'ex tecnico Mercedes Ben Hodgkinson da parte della Red Bull, c'è stato un vero e proprio esodo di motoristi da Brackley al team di Chris Horner, che ha notoriamente necessità di costruire una propria struttura per prodursi le power unit dopo la fine del congelamento nel 2024. Circostanza che ha parecchio irritato Toto Wolff, che non ha mancato di lanciare frecciate verso l'atteggiamento considerato predatorio da parte dei 'bibitari'. E intanto la contesa riparte dalla pista, dove Verstappen punta forte sulla pole position che nel Principato, si sa, è più di mezza vittoria.
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Lewis Hamilton e Max Verstappen sul podio del GP di Spagna 2021

Credit Foto Getty Images

Sorpresa Ferrari?

Se Verstappen punta sull'effetto sorpresa in qualifica, in casa Ferrari si accarezza parimenti l'idea di sorprendere. Soprattutto dal lato di Charles Leclerc, che ha un feeling più radicato con la macchina ed una naturale propensione al giro secco in qualifica. Se è vero che Montecarlo non annulla i valori in campo ma riduce i gap, se è vero che Charles nelle precedenti qualifiche non è stato poi così lontano dalla prima fila, se è vero che Monaco e la qualifica sono il suo ambiente naturale, a Maranello hanno più di un motivo per sognare di essere il terzo incomodo, ovviamente a patto di un sabato perfetto. Specie nella ricorrenza del primo successo di un motore turbo a Monaco, quarant'anni fa esatti con Gilles Villeneuve sulla scorbutica Ferrari 126 CK.

Barcellona incoraggiante

Speranze che vengono anche e soprattutto dagli esiti dell'ultimo week end a Barcellona, nel Gp di Spagna. Dove le rosse non hanno particolarmente impressionato in termini generali - al netto della grande gara di Leclerc che si è comunque tenuto dietro le McLaren - ma hanno comunque raccolto dati importanti sul comportamento della SF21. Specie nel T3, l'ultimo settore del tracciato catalano, quello più lento e guidato. Lì la Ferrari, a differenza della progenitrice del 2020, è risultata molto veloce, spesso al livello delle due capofila. E allora chissà che le tortuosità monegasche non possano regalare, con un po' di fortuna, l'agognato colpaccio.

Carlos Sainz a colloquio con Charles Leclerc, Ferrari 2021

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Sviluppi

A dare ulteriore fiducia c'è il percorso intrapreso dalla Ferrari, che progredisce un piccolo passo alla volta, ma che è già in grado di evidenziare una stabilità ed una efficienza aerodinamica (il motore è un discorso a parte, dopo il 'tappo' imposto l'anno scorso dall'accordo con FIA) sconosciute nel 2020. E che ha già pronto un programma di sviluppo limitato dalle necessità di convergere a breve sul progetto 2022, ma decisamente focalizzato sulla zona del retrotreno che può ulteriormente migliorarne le prestazioni. Insomma, Montecarlo potrebbe essere la prova del nove per capire se a Maranello sono state corrette, come sembra, le principali criticità della macchina precedente, e che questa possa ulteriormente migliorare. Il resto, in attesa del miglior Sainz, dovrà mettercelo Leclerc. Che sotto sotto la giocata sul rosso vuole farla eccome.

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