Il bicchiere della Ferrari che era mezzo pieno dopo le prime due gare della stagione, si è improvvisamente svuotato. In Portogallo Leclerc e Sainz non sono riusciti a lasciare il segno e la Ferrari è stato l’unico dei top team a non portare i suoi due piloti in zona punti. Ci sono riuscite Mercedes e Red Bull naturalmente, ma anche McLaren e la resuscitata Alpine. La Ferrari che a Imola aveva fatto il pieno, questa volta si è dovuta accontentare della sesta posizione di Leclerc. Briciole, senza neppure che ci sia stata un’abbuffata prima.
E allora la domanda che viene spontanea è: qual è la vera Ferrari? Quella delle prime due gare dell’anno o quella vista in Portogallo su una pista che in teoria avrebbe dovuto essere favorevole? A Barcellona, già in questo fine settimana, avremo una risposta quasi definitiva perché la pista catalana è una di quelle che non mentono. Racconta la verità meglio dei fondi di caffè.

La Ferrari di Charles Leclerc in chiaro scuro a Portimao

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Ferrari non è all’altezza di Mercedes e Red Bull

Di una cosa possiamo già essere certi, purtroppo. Questa Ferrari non è ancora all’altezza di Mercedes e Red Bull. Leclerc è arrivato a 59”009 dal vincitore in Bahrain; a 25”579 a Imola (con la gara interrotta però) e a 55”781 in Portogallo. Distacchi importanti, impossibili da colmare in questa stagione. Le cose sono andate meglio in qualifica sul giro secco, anche se la pole position sembra obbiettivamente fuori portata. Quello a cui la Ferrari può puntare è il terzo posto nel mondiale costruttori, posizione oggi occupata dalla McLaren (e da Norris tra i piloti).
La battaglia che la Ferrari può combattere oggi è soltanto questa. Norris non è lontano, anche in Portogallo è arrivato solo 4” davanti. La Ferrari ha tentato di superarlo con un azzardo strategico anticipando la sosta di Sainz, quello che in gergo viene chiamato undercut. Il risultato è stato disastroso. Sainz è precipitato fuori dalla zona punti dopo aver sofferto di sottosterzo per l’eccessivo graining delle gomme anteriori. Era giusto provarci, purtroppo non ha funzionato. Quella di Sainz era l’unica cartuccia a disposizione perché Leclerc era partito troppo indietro dopo una sessione di qualifica decisamente fallimentare (“Non sono stato bravo, è stata colpa mia”, ha ammesso Charles).

Carlos Sainz a colloquio con Charles Leclerc, Ferrari 2021

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Barcellona esame già decisivo per la Rossa

Il risultato del Portogallo che ha svuotato il bicchiere ferrarista, qualche preoccupazione la lascia sul tavolo. C’è il timore che salendo le temperature la Ferrari possa essere poco gentile sulle gomme e quindi compromettere i miglioramenti fatti rispetto allo scorso anno. A Barcellona ci saranno delle risposte anche su questo argomento. Sarà un esame decisivo per capire che aspettarci dalla Ferrari in questo 2021 che resta un anno ponte verso la grande rivoluzione del 2022. Per battere la McLaren servono weekend senza errori. Leclerc in qualifica è uno dei migliori sulla piazza, arriva dove Sainz ancora non può. In Portogallo ha sbagliato e Sainz gli è stato davanti, ma un Leclerc in forma avrebbe potuto puntare al miracolo di una seconda fila. La Ferrari deve ripartire da lì. Dal suo numero uno. Charles con le sue scintille può riaccendere la speranza.

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