Se a Monza Lewis Hamilton - in parte a causa dell'incidente con Verstappen, in parte per l'errore alla partenza della Sprint Qualifying che ha finito per complicargli non poco l'intero week end - ha gettato alle ortiche un'ottima occasione per tornare leader della classifica del Mondiale di Formula 1 2021, nel Gp di Russia che va in scena questo week end a Sochi l'inglese non può letteralmente sbagliare. Perché Sochi è un feudo Mercedes ed è forse l'ultima pista in calendario che arride alle frecce d'argento più che alle Red Bull, e soprattutto perché Max Verstappen sconterà 3 posizioni di penalità sulla griglia di partenza. Con Bottas che qui è sempre andato forte, l'en plein è per gli uomini di Toto Wolff l'unico obiettivo possibile. Anche perché il Gp d'Italia, al di là delle considerazioni più o meno colpevoliste sul contatto fatale, ha mostrato un Verstappen difficilmente scalfibile sul piano psicologico.

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Perché la battaglia in atto fra i due contendenti al titolo si allarga come non mai alle rispettive squadre ed ai rispettivi responsabili, con Toto Wolff e Chris Horner che se le mandano a dire ancor meno dei due piloti. L'incedere della stagione, e le relative dinamiche di conflitto, sono del resto sotto gli occhi di tutti. Si è partiti in inverno, con lo "shopping" fatto da Red Bull fra i tecnici di Brackley. Si è passati per i dubbi dei tedeschi sul salto in avanti della power unit Honda, poi dalle polemiche sulle ali flessibili del team austriaco, fino a quelle sul ritrovato motore Mercedes e sulle direttive impartite per i pit stop. In mezzo, i due incidenti a Silverstone e Monza, che hanno scoperto le carte dei duelli corpo a corpo e infiammato ulteriormente la contesa in pista. Hamilton ha presto capito che questa volta non può prevalere solo sul piano tecnico - suo e della macchina - provando a metterla sulla pressione psicologica. Ma se fino a Silverstone ha in parte funzionato, a Monza Verstappen ha fatto capire chiaro che i 'mind games', come li chiamava John Lennon, non bastano più a Lewis.

Lewis Hamilton (Mercedes) e Max Verstappen (Red Bull)

Credit Foto Imago

Sochi feudo Mercedes?

E allora Lewis deve prendersi quello che può a visiera calata, e se Monza è stata un'occasione sprecata, Sochi deve rimanere terra di conquista Mercedes come è sempre stata da che è in calendario (e potrebbe essere l'ultima volta, prima del passaggio di consegne col nuovo circuito a San Pietroburgo). Nelle sette edizioni disputate Hamilton ha vinto quattro volte, Rosberg due, Bottas una. Un dominio che andrà confermato in questo 2021 approfittando, come detto, della penalizzazione in griglia a Verstappen, che qui non è mai andato oltre un 2° posto. Il layout della pista, con una delle partenze più lunghe del campionato e l'effetto scia esasperato dai muri, "chiama" i cavalli Mercedes. Attenzione però ai circuiti feudo: Le Castellet è già saltato, e la memoria torna all'ultima gara del Mondiale 2020 ad Abu Dhabi, dove Verstappen dominò in barba a quanto era accaduto negli anni precedenti. Un campanello d'allarme che avrebbe risuonato ben più forte nelle prime gare di quest'anno.

Bottas decisivo

Con Verstappen molto probabilmente fuori dalla prime due file, determinante potrebbe essere il ruolo di Valtteri Bottas. Che ama particolarmente il tracciato affacciato sul Mar Nero, e potrebbe coprire egregiamente le spalle al compagno con un occhio a Max, che nei piani di Brackley non dovrà fare meglio di 3°. Un piano fattibile, a meno che Bottas non diventi un'incognita: nel 2018 fu costretto a lasciare la vittoria a Lewis per ragion di stato, oggi farebbe lo stesso dopo la defenestrazione a vantaggio di Russell?

Valtteri Bottas esulta sul podio di Sochi, F1 GP di Russia, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Ferrari cambia motore

A proposito di penalizzazioni, la Ferrari di Charles Leclerc partirà dall'ultima posizione in griglia. A Maranello si è infatti deciso di sacrificare questa gara per mandare in pista la quarta unità motrice. Che potrebbe dare già qualche indicazione sulla strada imboccata per aumentare di una ventina di cavalli la power unit in vista del 2022. In battaglia con le McLaren ci sarà Carlos Sainz, e sarà interessante mettere a confronto le prestazioni delle due monoposto su un tracciato veloce ma anche con importanti tratti guidati. A Monza la McLaren, per caratteristiche tecniche, si è giocata il jolly che la Ferrari aveva sprecato a Montecarlo. Ora la contesa riparte alla pari. Ma, almeno a Sochi, con un Leclerc che parte da lontano.

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