Le domande da porsi dopo il Gran premio di Russia sono almeno due: 1) è stata più una vittoria di Hamilton o un regalo di Norris; 2) in ottica mondiale peserà di più la centesima, storica, vittoria di Lewis o il secondo posto, incredibile e imprevedibile, di Max?
La prima risposta è semplice: senza la pioggia Hamilton molto probabilmente non avrebbe vinto la gara e non l’avrebbe vinta di sicuro neppure se Lando fosse rientrato al momento giusto a montare gomme Intermedie. Per una volta ha vinto la testa sul cuore. Hanno vinto il ragionamento e la cautela sulla sfrontatezza unita a una certa mancanza di esperienza. Hamilton è stato bravo ad approfittarne, come era stato bravo a restare lontano dai guai al via, pur perdendo tre posizioni in un giro.
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La stessa strategia seguita da Verstappen che al via è stato tranquillo, poi ha rischiato solo in un triello con Leclerc e Vettel, cogliendo il massimo possibile con la chiamata più conservativa della domenica quando è stato tra i primi a passare alle gomme Intermedie sotto la pioggia. Probabilmente ha capito che un mondiale si vince anche senza mostrare i muscoli, ma sfruttando il cervello. A Sochi è stato scavalcato, ma ha solo due punti in meno di Hamilton e ora ha un motore più fresco per le ultime 7 gare del campionato. Ha pagato il meno possibile la doppia penalità che ha dovuto scontare per l’incidente di Monza e il cambio della power unit. Partire ultimo e chiudere secondo è davvero il massimo a cui poteva aspirare, ha limitato i danni e alla fine il suo secondo posto potrebbe davvero valere addirittura di più della vittoria numero 100 di Hamilton che ha sinceramente ammesso di non aspettarsi di ritrovarselo di fianco sul podio.
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Dopo 15 gare il conto delle vittorie è di 7-5 per Max che però sta pagando duramente i due “zeri” incassati a Silverstone e Monza. A Sochi il duello è continuato a distanza, alla fine tra il primo e il secondo c’erano addirittura più di 53 secondi di distacco, ma la tensione non è diminuita. Ci sono stati un po’ di scambi verbali interessanti e i team hanno contribuito perché è soltanto in ottica mondiale che possiamo leggere la scelta Mercedes di cambiare dei particolari alla power unit di Bottas appena sostituita a Monza, così da farlo scivolare in fondo al via con l’obiettivo di rendere più dura la rimonta di Max. Un giochetto che non avuto effetto perché Bottas ha opposto a Max la stessa resistenza che oppone un panetto di burro ad un coltello riscaldato. Ma questo è un altro discorso. E sommandolo ad un’altra gara anonima di Perez conferma che per il mondiale Max e Lewis potranno contare solo su sé stessi e sulle loro auto.

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