Alla fine è stata una sorpresa per tutti: per Vettel e Leclerc, che contavano di guadagnare qualche decimo ma di stare probabilmente alle spalle di Mercedes e Red Bull. Per Hamilton, che a fine qualifiche si chiedeva stranito dove la SF90 avesse trovato quel passo. E soprattutto per Mattia Binotto, il 'vero' vincitore del Gp di Singapore, con nel paniere una insperata doppietta e la certificazione di un duro lavoro che ha dato risultati oltre le attese. Correggere le criticità genetiche di una macchina velocissima ma difficile da guidare e mettere a punto non era impresa facile, il primo week end in Oriente dice che probabilmente è stato fatto. Il Mondiale è andato, ma la base per la macchina 2020, al momento, per la Ferrari è prioritaria.

La svolta del 'pacchetto Singapore'

Nelle ultime due stagioni proprio gli sviluppi post-estivi avevano rappresentato il Tallone d'Achille per Maranello. La macchina 2017 a passo corto si era plafonata nelle prestazioni e finì per spingere oltre il dovuto sul motore, nel 2018 la Scuderia si era completamente persa dalla débacle di Monza in poi. Quest'anno, dopo l'umiliazione del minuto rimediato in Ungheria, si è impostato un programma estivo a ritmi serratissimi per realizzare un pacchetto aerodinamico che desse carico, deliberato per Singapore con due gare d'anticipo rispetto al programma originario, e a Marina Bay è andata in pista una serie di novità che hanno fatto letteralmente volare le rosse. In qualifica soprattutto, come pure sui tracciati veloci, ma tangibilmente anche in gara e sul consumo delle gomme.
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Altra strategia perfetta

E Binotto si porta a casa anche un altro evidente successo di squadra, con una strategia ancora una volta perfetta che ha avuto un peso determinante sul risultato finale. Soprattutto per Vettel, ovviamente, che ha beneficiato della fermata anticipata. Ma che ha reso possibile realizzare la doppietta (nessuno ci era mai riuscito) e battere le Mercedes. Del resto era una strategia scritta in partenza, a maggior ragione su un tracciato dove aleggia il fantasma della Safety Car e si percorre il primo quarto di gara a passeggio. Vettel era nella condizione di dover difendere su Verstappen e provare ad attaccare Hamilton, era inevitabile fermarlo per primo. Leclerc ha tutto il diritto di essere deluso per una vittoria sottrattagli dalle strategie, ma la vittoria di Vettel può tornare utile a tutto il team, specie dopo il pasticcio del sabato di Monza.

Charles Leclerc e Sebastian Vettel

Credit Foto Getty Images

Vettel sente meglio il posteriore

Recuperare il tedesco, visto il contratto per tutto il 2020 e l'ingente investimento economico, era e resta necessario. E lo step aerodinamico sembra finalmente avergli restituito un po' di feeling con la macchina, che soffriva terribilmente per il posteriore tendenzialmente leggero. Gli interventi su fondo, ala, diffusore e zona davanti alle gomme posteriori ha 'appesantito' e dunque stabilizzato il retrotreno, condizione che Seb predilige per il suo stile di guida che tende a privilegiare l'entrata in curva rispetto all'uscita. Ha vinto grazie all'unicità di un Gp più strategico che agonistico, ma ci ha messo del suo: nel buon primo tentativo in Q3, nel decisivo giro d'uscita con gomme nuove in gara, nei sorpassi dopo il pit stop e nel tenere a bada lo scalpitante Leclerc.

Ora servono conferme

Naturalmente le peculiarità del circuito di Yas Marina rendono merito al pacchetto ad alto carico della Ferrari, ma rimandano allo stesso tempo a circuiti più 'veri' le conferme del caso. Soprattutto sul passo gara, dove venerdì Hamilton era stato più veloce. Russia (ma si prevede week end bagnato), Messico e Giappone saranno ottimi banchi di prova. Perché chiudere la stagione in crescita è fondamentale nella misura in cui le macchine del 2020 saranno le ultime prima del cambio del regolamento tecnico, e quindi più che mai figlie di quelle di quest'anno. Il motore Ferrari è al vertice, tanto da aver generato qualche malumore negli altri team (al solito malignità sparse qua e là fra stampa e tv ma nessun reclamo ufficiale), vincere qualche altra gara da qui ad Abu Dhabi vorrebbe dire aver trovato il bandolo della matassa anche sul misto, una manna per il lavoro invernale.

Mercato: punto d'oro per Giovinazzi

Dopo la sorprendente scelta Haas di confermare il duo Magnussen-Grosjean, che ha lasciato Hulckenberg nel limbo, il secondo piazzamento consecutivo a punti dovrebbe aiutare Antonio Giovinazzi a puntellare il proprio posto, caldeggiato dalla Ferrari, sull'Alfa Romeo 2020. Dopo l'erroraccio di Spa, due gare di spessore che hanno favorevolmente impressionato il team. E Vasseur non ha mancato di sottolinearglielo dopo Singapore.
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