Lo sport più veloce del mondo sta perdendo la faccia per la lentezza delle sue decisioni. La Formula 1 sta accumulando figuracce. Dopo Monza, ecco Singapore. E in mezzo tutti i dubbi nati attorno al Budget Cap e alla presunta infrazione della Red Bull. La lentezza delle decisioni sta diventando il marchio di fabbrica della nuova Fia gestita da Mohammed Bin Sulayem. I commissari che hanno trasformato il Gran premio d’Italia in una coda in autostrada dietro Safety Car si sono superati a Singapore in una gara iniziata con un’ora di ritardo per la pioggia tropicale e di cui abbiamo avuto il risultato ufficiale quasi tre ore dopo la bandiera a scacchi. Oltretutto con una decisione che assomiglia da matti a una non decisione, quasi che il presidente dei commissari fosse un erede di Ponzio Pilato. Perché penalizzare di 5” Perez che ha vinto la gara con 7”5 di vantaggio significa non decidere nulla. Ci mettiamo l’animo in pace, sanzioniamo l’infrazione, ma non gli arrechiamo danno.
Davvero grottesco, ad essere gentili. Perez non ha osservato la distanza minima dietro la Safety Car in due occasioni. Per la prima infrazione è stato penalizzato di 5”, per la seconda ha ricevuto una reprimenda. I commissari hanno ritenuto valida la sua spiegazione: le condizioni erano così proibitive che non riuscivo a tenere il passo della Safety Car. Ma davvero è credibile un pilota di Formula 1 che non riesce a tenere il ritmo della Safety Car perché ha le gomme non in temperatura? In giro c’è qualcuno che crede alle favole. Cappuccetto Rosso e Biancaneve esistono davvero. E probabilmente i sette nani lavorano alla Fia.
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Il problema non è la vittoria di Perez, legittimata da una delle gare più belle della carriera. Una gara in cui è partito meglio di Leclerc e poi ha retto ai suoi attacchi senza il minimo errore. Ha legittimato la vittoria con una prestazione perfetta. Però se esiste un regolamento va fatto rispettare. La Formula 1 che aveva già chiuso lo scorso campionato con una decisione folle, consegnando il mondiale a tavolino a Verstappen, continua a inanellare figuracce. Sembra di essere tornati ai tempi di Balestre quando il numero uno della FIA tifava per Prost e dava contro a Senna. Per il bene dello sport, per la sua credibilità, sarebbe bene cambiare registro. E cominciare con il prendere le decisioni tempestivamente. Se i 5 secondi di penalità fossero stati affibbiati a Perez durante la gara, avremmo assistito a tutta un’altra storia. Detto questo la macchina più veloce in pista era la Red Bull. Immaginiamoci cosa sarebbe accaduto se non avesse pasticciato con Verstappen in qualifica.

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