I segnali di ripresa visti a Monza portano gli uomini Ferrari a scommettere forte su Singapore, circuito tecnico e tortuoso e dunque adatto alle caratteristiche della F1-75, per tornare a vincere dopo un'estate dominata in lungo e in largo dalla Red Bull e da Max Verstappen. Il Mondiale ormai è perso, ma tornare al successo è il primo obiettivo di Maranello per il finale di stagione, anche per (ri)trovare certezze tecniche fondamentali soprattutto in vista del 2023. Perché il calo prestazionale delle rosse da Spa in poi è ancora avvolto nel mistero, e il dubbio è che la famigerata direttiva tecnica 039 della Fia, quella sulla misurazine delle altezze per limitare il porpoising, abbia zavorrato le prestazioni di Leclerc e Sainz. E se così fosse, occorrerà interenire sul nuovo progetto.

SINGAPORE PISTA AMICA

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Se a Monza, pista velocissima e quindi pane per i denti della Red Bull, la Ferrari è tornata ad andare forte al netto delle difficoltà di gestione delle gomme, quello di Singapore è il tracciato perfetto per rivedere brillare le peculiarità della F1-75, solitamente molto prestazionale su piste in cui handling e trazione sono preponderanti rispetto alle velocità massime. Dunque quello asiatico è il palcoscenico perfetto per provare a rimettersi davanti a tutti non solo in qualifica, dove l'extra grip degli pneumatici aiuta, ma anche e soprattutto in gara.

Singapore Grand Prix

Credit Foto Getty Images

PROBLEMI DI FONDO

In teoria, perché in pratica la Ferrari sembra aver perso prestazione anche nelle condizioni più adatte alle proprie caratteristiche. A Maranello continuano a parlare di un calo di prestazioni generato da un bilanciamento che si è perso dopo l’introduzione dell’ultima specifica di fondo nel GP di Francia, allontanando le voci che puntano all'introduzione della direttiva 039. E lo fanno ricordando come già in Francia e in Ungheria, dove è stato introdotto il nuovo fondo, le rosse abbiano iniziato a faticare. In realtà in Francia Leclerc ha gettato alle ortiche la vittoria per un suo errore, e in Ungheria il problema pareva essere più legato alle basse temperature, ed al relativo setup, che non al consumo gomme. Nulla a che vedere con i problemi agli pneumatici accusati soprattutto tra Belgio e Olanda, circuiti più veritieri di Monza. Dove peraltro, nella prima sessione di Libere, i dati hanno dimostrato la correlazione dei dati fra galleria e pista sul nuovo fondo, che funziona meglio del vecchio. Dunque il problema non è necessariamente lì.

COSA E' CAMBIATO

Ma i dati dicono anche altro, e cioè che le F1-75 hanno perso molto terreno nelle curve lente e di media velocità, dove hanno sempre fatto una importante differenza soprattutto tra centro curva e trazione. Prima della sosta la Ferrari era molto forte anche nei cambi di direzione e nelle curve lente, denotando quindi grande agilità e un setup meccanico impeccabile. In Red Bull non hanno fatto mistero di considerare la Ferrari la vettura migliore in quel contesto e nell’aggressione dei cordoli. Ma dal Belgio in poi è cambiato tutto.

IL DUBBIO SULLA DIRETTIVA TECNICA 039

La macchina che si era mostrata la più gentile sulle gomme - vedi la vittoria su un tracciato pur molto veloce come l'Austria - ha iniziato a soffrire di un pesante degrado. La Ferrari è apparsa quindi ridimensionata soprattutto a livello di carico meccanico generato dal sistema sospensivo della F1-75, più che aerodinamico. Maranello è stata costretta, al pari di molte altre squadre, ad aumentare le altezze da terra, con conseguente irrigidimento dell’assetto sospensivo, per poter sottostare ai nuovi parametri imposti dalla Federazione in termini di rigidezze e usura della tavola sotto al fondo (fra cui la misurazione in dieci punti contro i quattro di prima, e qui andrebbe aperto un capitolo su un cambio di regolamento a stagione in corso). Il che avrebbe portato all'accennata perdita di carico meccanico che rende molto più limitata, anche a causa di un maggiore scivolamento, la finestra ottimale di utilizzo delle gomme. Lo si è visto a Spa e a Zandvoort, un po' meno a Monza per via delle caratteristiche del circuito. Ecco perché il primo obiettivo per Singapore, oltre che per il futuro, è quello di ritrovare un setup ottimale tornando ad una taratura più morbida. Compito non facile.

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