Max Verstappen deve sentirsi come quel pugile che manda k.o. l’avversario poi lo vede rialzarsi e prendersi tutto. Gioco, partita, incontro e pure la gloria sintetizzata dai numeri: dopo la pole numero 100, la gara numero 98. Che cosa manca a Verstappen per poter battere Hamilton e puntare al titolo? Non la grinta. Anche a Barcellona alla prima curva ha fatto vedere di avere le armi per saltare davanti a sir Lewis che dopo quattro gare però conduce 3-1 e ha già 14 punti di vantaggio.

Race winner Lewis Hamilton of Great Britain and Mercedes GP and second placed Max Verstappen of Netherlands and Red Bull Racing celebrate with sparkling wine on the podium during the F1 Grand Prix of Spain at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 09, 202

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Sorpasso super

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Max che in qualifica non aveva brillato, si è rifatto subito con un sorpasso fotocopia di quello di Imola, questa volta senza contatto, senza sportellata. Bravo Lewis a evitarlo e a costruirsi una rimonta favolosa, supportata da una strategia perfetta. In casa Mercedes ha funzionato tutto perfettamente: pilota, strategia e macchina. Difficile dire che cosa abbia fatto la differenza: di certo senza Lewis la strategia non avrebbe portato al successo, basta vedere dove è finito Bottas. Sul podio, vero, ma dietro a Verstappen.

Mercedes' British driver Lewis Hamilton talks to Red Bull's Dutch driver Max Verstappen after the Spanish Formula One Grand Prix race at the Circuit de Catalunya on May 9, 2021 in Montmelo on the outskirts of Barcelona. (Photo by Emilio Morenatt

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Max > Bottas

Max può battere la Mercedes, ma solo quella guidata dal finlandese, un perfetto numero due. Per stare davanti a Lewis non basta il suo talento, ha bisogno della Red Bull che ha guidato a inizio stagione, quella che aveva qualcosa in più della Mercedes. In Spagna, su una pista competa che racconta molte verità sulla salute delle monoposto, la Mercedes ha dimostrato di aver recuperato il gap. In più ci ha messo una voglia di vincere che non è scontata per una squadra e un pilota che dominano da 8 anni. Una voglia simboleggiata anche da Toto Wolff che a un certo punto è esploso via radio chiedendo ai commissari di darsi da fare con le bandiere blu per agevolare i doppiaggi del suo eroe.
Mai negli ultimi anni qualcuno si era avvicinato così alla Mercedes. Ci aveva provato la Ferrari nell’ultima stagione di Marchionne, ma poi Vettel aveva rovinato tutto. Max però non è Vettel. Ha la sfacciataggine dei giovani e la fame di chi deve ancora andare in testa al campionato per vedere l’effetto che fa.

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