Il vantaggio di Max Verstappen comincia a diventare pesante. Ancora di più dal punto di vista mentale che da quanto possano rappresentare 12 punti a cinque gare dalla conclusione del campionato. La vittoria di Austin dove Hamilton è arrivato Sceriffo, ma è uscito fuorilegge, può avere un peso importante nel finale di un mondiale che, dopo una settimana di pausa, vedrà tutti in pista per tre weekend di fila con l’aggiunta dei punti supplementari che in Brasile verranno distribuiti dalla Sprint Qualifying.
In una stagione in cui tutte le previsioni della vigilia sono sempre state smentite, la bilancia sembra pendere dal lato di Max che a Austin ha vinto su una pista tradizionalmente Mercedes sfruttando alla perfezione il materiale messogli a disposizione da una Red Bull che dopo le prove del venerdì sembrava in crisi sui dossi della pista texana. Il lavoro di Adrian Newey, tornato al 100% dopo l’incidente estivo in mountain bike che lo aveva mandato per settimane in ospedale, ha invece dato i suoi frutti e mentre la Mercedes di Hamilton ha cominciato a scodare come raramente visto prima, la Red Bull di Max (ma anche quella di Perez) ha viaggiato come sui binari.
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La strategia ha fatto il resto e Max che ha sbagliato solo alla partenza, l’ha eseguita alla perfezione. Non era semplice non perdere la calma dopo aver visto Hamilton schizzare in testa alla prima curva. In altre occasioni Max avrebbe giocato subito il tutto per tutto. Questa volta ha avuto la capacità di ragionare, di restare lontano dai guai alla prima curva e poi giocarsi tutto alla distanza.
Probabilmente aveva capito di avere una monoposto superiore e l’ha sfruttata anticipando fin troppo la seconda sosta (8 giri prima del rivale), ma riuscendo a conservare le gomme per il rush finale quando Hamilton gli è arrivato davvero negli specchietti. Un altro segno di maturità. Una vittoria ottenuta con la testa oltre che con il piede. E dire che venerdì Max sembrava aver perso la calma con quel dito medio e quel poco elegante “stupid idiot” rivolto al rivale via radio.
E’ dai tempi di Rosberg che Hamilton non si trova un avversario all’altezza, solo che questa volta non giocano ad armi pari ma con due squadre diverse che avranno un peso nella sfida. A Austin la Red Bull ha potuto giocare a due punte con Perez che ha costretto Hamilton ad anticipare il primo stop, mentre la Mercedes ha perso per strada Bottas dopo la retrocessione per il cambio motore. Tutto avrà un peso, anche il gioco dei secondi con Perez che in Messico sarà scatenato.

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