Nella giornata odierna all’Istanbul Park i motori di F1 sono tornati a rombare dopo nove anni di silenzio. Infatti si è disputata la prima sessione di prove libere del GP di Turchia, quart’ultimo atto del Mondiale 2020. Tanti piloti hanno scoperto il tracciato dell’Anatolia, mentre i veterani vi hanno fatto il loro ritorno dopo quasi un decennio. L’inizio però è da farsa. La pista è sporchissima e l’organizzazione prende la singolare decisione di pulirla lavandola con l’acqua! Il risultato non è certo ideale, in quanto l’asfalto resta umido dove c’è ombra (soprattutto sul rettifilo principale). Peraltro anche sull’asciutto non c’è assolutamente grip e i piloti sono restii ad impegnarsi sul tracciato.

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12/11/2020 A 14:57

Chi ci prova riscontra enormi problemi di aderenza e fatica addirittura a controllare la vettura, in quanto sembra letteralmente di guidare sul ghiaccio. Il primo tempo minimamente degno di nota viene fatto segnare dalla Mercedes di Valtteri Bottas, che ferma i cronometri sull’1’43”0. Tutti gli altri pagano secondi al finlandese e lo spettacolo è francamente imbarazzante. Come detto, chi gira deve impegnarsi al massimo solo per tenere la monoposto in pista.

Il più veloce è Max Verstappen

Solo nei 45 minuti conclusivi si vedono diversi piloti tentare giri veloci con una certa costanza, anche se non mancano i testacoda e le uscite di pista. I tempi si abbassano progressivamente e, quando è il momento di tirare le somme, è la Red Bull di Max Verstappen a risultare la più rapida in assoluto. L’olandese ferma il cronometro sull’1’35”077 proprio in extremis, precedendo di 3 decimi il compagno di squadra Alexander Albon. Seguono quattro vetture italiane. La Ferrari di Charles Leclerc è terza a 430 millesimi, mentre l’Alpha Tauri di Pierre Gasly è quarta. Vengono poi l’altra Ferrari di Sebastian Vettel (a poco più di un decimo dal monegasco) e la seconda Alpha Tauri di Daniil Kvyat.

Che fine hanno fatto le Mercedes? Alla fine, non si sono affatto dannate l’anima. Valtteri Bottas si è attestato in nona posizione, peraltro appena alle spalle dell’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi, mentre Lewis Hamilton – polemico (e a ragione) per le condizioni della pista – non va oltre la quindicesima piazza. Da segnalare un problema tecnico sulla McLaren di Carlos Sainz, costretto a fermarsi sul tracciato nell’arco del turno.

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