Il punto esclamativo a una stagione semplicemente perfetta. Lewis Hamilton vince anche la gara più pazza e complicata del suo 2020 e sigilla nel migliore dei modi il settimo titolo iridato di una carriera che è già leggenda. Dopo aver qualche settimana fa superato Michael Schumacher per numero di vittorie in Formula 1, Lewis eguaglia Schumi anche per numero di titoli mondiali salendo a quota 7. Anche con condizioni complicatissime e in una gara in cui Hamilton e la Mercedes per la prima volta in questa annata scattavano dalla terza fila e non dalla prima: è riuscito a vincere, gestendo al meglio l’usura del set di gomme intermedie montate al 10° giro, capitalizzando al massimo gli errori altrui e cogliendo una delle vittorie più dolci e belle della sua vita, la 94esima di una carriera da fenomeno assoluto. Se è impossibile e forse sbagliato paragonare atleti di una differente epoca, Hamilton se non è il più grande di tutti merita certamente di sedersi al tavolo con il gotha della F1. Ed è bello che ad applaudirlo sul podio ci sia uno dei suoi avversari più agguerriti, Sebastian Vettel che alla quartultima gara con la Ferrari centra il suo primo podio stagionale.

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Cuore Seb, Leclerc perde il podio all’ultima curva!

Nella domenica che consegna Hamilton alla leggenda dello sport, c’è gloria anche per la Ferrari che sfiora addirittura il doppio podio che probabilmente sarebbe arrivato con un giro in più a disposizione. A gioire per una volta è il veterano Sebastian Vettel e non un Charles Leclerc, formidabile a risalire dalla 19esima casella in griglia dopo il primo pit stop fino a un podio che gli è sfuggito all’ultima curva, quando l’attacco nei confronti di Perez non va a segno e finisce fuori traiettoria, aprendo la porta a Vettel che non si fa pregare e si va a prendere un podio che riscatta una stagione finora opaca e avara di soddisfazioni.

Meritatissima la terza piazza di Seb, formidabile nella prima parte di gara a tenersi dietro un aggueritissimo Hamilton sul bagnato e poi lucido ed impeccabile nel non commettere nemmeno un errore dalla prima all’ultima curva. Bello che i suoi sei anni in Ferrari si chiudano con un podio, perché Seb in questi anni ha dato tutto sè stesso per provare a battere la Mercedes ed Hamilton ed ha sempre mantenuto un comportamento da signore. Semplicemente gli altri sono stati più forti e continuano ad essere un binomio che non conosce la parola sconfitta.

Hamilton, 7 titoli come Schumacher: i record della leggenda

GP Turchia - Ordine d'arrivo

1.HamiltonMercedes58/58
2.PerezR.Point+31.633
3.VettelFerrari+31.960
4.LeclercFerrari+33.858
5.SainzMcLaren+34.363
6.VerstappenRed Bull+44.873
7.AlbonRed Bull+46.484
8.NorrisMcLaren+1'01"209
9.StrollR.Point+1'12.353
10.RicciardoRenault+1'35.460

I 6 momenti chiave del GP di Turchia

- Al semaforo verde sono le Racing Point di Stroll e Perez ad avere il miglior spunto e a mettersi subito a capofila del gruppo. Partenza da dimenticare invece per Verstappen che non solo si fa sorpassare da un Hamilton volitivo ma anche da uno straordinario Sebastian Vettel che alla fine del primo giro ha già rimontato sette posizioni scattando dall’11a posizione in griglia.

- Dall’ottavo giro al 12° tutti i piloti principali iniziano la trafila dei pit stop per montare la intermedia, il primo a fermarsi è Leclerc che con la full wet era imbottigliato a centro gruppo ma rapidamente si fermano anche Vettel, Hamilton, Verstappen e tutti i big ad eccezione di Stroll e Perez.

- 18° giro Verstappen in grandissimo spolvero con la Red Bull, in un punto quasi impossibile prova l’attacco su Perez per salire in seconda posizione ma si gira in testacoda a quasi 300 km/h. L’olandese rovina le coperture ed è costretto a rientrare ai box per montare un nuovo set di gomme. Da quest’errore l’olandese non si riprenderà più completamente e si dovrà accontentare del 6° posto finale.

- 36 giro, Stroll che aveva dominato la gara dalla prima curva viene fermato dal suo team per montare le intermedie. Una mossa scellerata perché con la pista ormai non così bagnata, le nuove gomme arenano il canadese che rientra 4° e in breve si fa sorpassare non solo dalle Ferrari ma anche dalle due Red Bull di Verstappen e Albon e dalla coppia di McLaren (Sainz-Norris).

- 37° giro, Hamilton sfrutta il DRS e scavalca Perez completando la sua rimonta, l’inglese non mollerà la vetta fino al traguardo.

- 58° giro, Leclerc e Vettel rosicchiano decimi su decimi su Perez e all’ultimo giro è bagarre. L’ultimo sorriso però non è di Charles che gioca il tutto per tutto nell’ultima staccata ma commette una sbavatura e si deve accontentare di un quarto posto spalancando le porte del podio a Perez e Vettel.

Il migliore

LEWIS HAMILTON (Pilota Mercedes, 1° classificato): Si dica quel che si vuole, ma quando servono gli attributi Lewis Hamilton c'è. Nel week end più complicato della stagione per la Mercedes, in crisi di aderenza già nelle libere e in qualifica, tira fuori quel valore aggiunto che segna la differenza fra i campionissimi e i bravi piloti. In gran difficoltà nella prima parte di gara, limita i danni per far durare al massimo le gomme. Poi entra nella sua dimensione mistica, e va a vincere da fuoriclasse il Gp chiudendo la questione titolo Mondiale come voleva, tagliando per primo il traguardo. Guida un'astronave, ma è un astronauta.

Il peggiore

VALTTERI BOTTAS (Pilota Mercedes, 14° classificato): Qualche ardito si era premurato di fare i conti per i piazzamenti con cui Bottas avrebbe tenuto aperto il Mondiale. In realtà si perde da subito nel nubifragio e resta disperso per l'intero Gp, lontanissimo dai punti e doppiato dal compagno fra un testacoda e l'altro. Bastonato quanto o più che negli anni precedenti, altro che progetto Rosberg.

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