Eccellenza. Nell'intervento di Jean Todt al Festival dello Sport di Trento questa è la parola che ricorre più spesso. Eccellenza come motivo di ammirazione per il lavoro di alcune scuderie e come obiettivo lavorativo a cui tendere per altre, una su tutte la Ferrari. Durante l'ora spesa al microfono nella Sala Depero, l'ex team principal della Ferrari e presidente della FIA affronta tanti temi ma gran parte di essi ruotano intorno alla scuderia del cavallino, la sua casa dal 1993 al 2009. Uno su tutti, il suo possibile ritorno in Ferrari. "Girano un sacco di notizie e bisogna fare attenzione a quali sono vere" afferma Todt con il suo solito stile misurato "Una volta ho fatto colazione a Torino con Andrea Agnelli. Il giorno dopo in molti scrissero che avrei potuto lavorare per la Juventus. È chiaro che quando ero presidente della FIA parlavo spesso con John Elkann anche delle ambizioni della Ferrari. C'è però una grande differenza tra parlare, condividere speranze e lavorare insieme. Credo che i capitoli siano fatti per passare dall'uno all'altro".

Rubens Barrichell, Jean Todt e Michael Schumacher

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Allontanati i rumors sul futuro, si passa al presente. Cosa suggerirebbe al team principal attuale, Mattia Binotto, per tornare a vincire? "Non è semplice dare consigli, anche perchè ogni epoca è diversa" afferma Todt "A Binotto dico solo di resistere". Una piccola sferzata anche al popolo ferrarista che attende, trepidante, un successo nel mondiale piloti che manca dal lontano 2007, quando in Ferrari c'era proprio Jean Todt. "Quest'anno è stata fatta una gran macchina. Credo che la Ferrari stia facendo molto bene, è tornata a vincere ma la gente non se ne rende del tutto conto. Tutti, o quasi, vorremmo vedere la Ferrari tornare a vincere i campionati e non solo qualche gara". Se per l'ex team principal della rossa per quest'anno la lotta al mondiale è già chiusa ("Verstappen? Come Schumacher è determinato e aggressivo"), le speranze per la stagione prossima, seppur rosee, non bastano per risultare vincenti. "Per vincere serve eccellenza a tutti i livelli. Raggiungerla è difficile, mantenerla lo è ancora di più. Ma serve partire dai particolari, anche il tempo di risposta al telefono in azienda è importante. Fare due errori uguali è sintomo di qualcosa che deve essere cambiato". Todt scende poi nel dettaglio della stagione della Ferrari. "Ad un certo punto della stagione, la Ferrari aveva la miglior auto del campionato. Ha perso però delle opportunità, una volta per la strategia sbagliata, un'altra per la Safety Car, altre volte è stata colpa dell'affidabilità. Bisogna riflettere su certi episodi per evitare che si ripetano. No bisogna mai lasciare nulla di scontato: è così che si può tornare ad essere campioni".
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