L'annuncio dell'addio Honda alla Formula 1 al termine del 2021 non è solo un grosso problema per Red Bull e Alpha Tauri, che devono trovare un nuovo motore per il 2022, ma per la Formula 1 tutta. Perché l'uscita di un gigante come quello giapponese dimostra una volta di più che il passaggio epocale che sta affrontando il mondo dell'automotive non può non avere ricadute sulle corse, e sulla massima formula in particolare. Che ora è chiamata a trovare una direzione di sviluppo che tenga insieme tutto, sport e politiche industriali, senza snaturarsi. Un sentiero strettissimo, che ha probabilmente agevolato la chiamata di un uomo di esperienza come Domenicali.

Honda, addio ibrido

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Il motivo dell'uscita della Honda è chiaro: la casa giapponese non è più disposta ad investire risorse nello sviluppo della tecnologia ibrida, che considera già passata. L'elettrico è una realtà che va consolidandosi e che rende inutile continuare ad investire ricerca e sviluppo. Anche perché Honda, al pari di Toyota, ha una visione industriale a medio-lungo termine, e l'input è quello di sfruttare ora sui mercati la tecnologia ibrida o full-electric acquisita nell'ultimo ventennio, ma con lo sguardo rivolto al futuro. E il futuro, per Honda e Toyota, è l'auto a idrogeno. E dunque perché investire nell'ibrido in Formula 1, per di più con una Mercedes dominante?

Futuro a idrogeno?

E qui si inserisce appunto il futuro della Formula 1 tutta, che deve trovare una direzione per non finire ad essere un campionato di auto storiche. Il ritorno agli aspirati totalmente termici è affascinante, ma non offre sbocchi sulla produzione di serie che interessa i costruttori, mentre l'elettrico puro ha già una sua declinazione sportiva con la Formula E. L'ibrido spingerà con tutta probabilità le F1 fino al 2025 - e bisognerà vedere se ci si arrivedrà con tutti gli attuali protagonisti - poi andrà imboccata una strada ben precisa. Una strada che va però scelta oggi. E oggi le alternative non sembrano molte: o si punta tutto sull'aspetto sportivo con una sorta di monomarca termico, o si presegue con la F1 avanguardia della produzione, e allora le strade sono elettrico e/o idrogeno.

Inizio in salita per Domenicali

La mossa dei giapponesi dà peraltro un significato in più alla scelta di Stefano Domenicali come nuovo boss di Liberty Media. Perché gli americani hanno investito un sacco di soldi per rilevare il Circus da Ecclestone e ora si ritrovano la patata bollente di un regolamento, peraltro congelato, che non offre più alcun interesse d'investimento oggi alla Honda, domani chissà. E a fronte dello smacco sui mercati asiatici, Domenicali è chiamato fin da subito a restituire interesse ad un prodotto che altrimenti rischia di non essere più venduto. Chase Carey l'ha capito in fretta ed ha chiamato il manager imolese: per non perdere tanti soldi, e per salvare il futuro sempre più incerto della Formula 1.

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