Dopo le emozioni della gara di ieri, Lewis Hamilton ha voluto parlare davvero a 360 gradi a livello di Formula Uno. Il Gran Premio di Turchia gli ha regalato il successo numero 94 della carriera e, soprattutto, il settimo titolo iridato, raggiungendo il record di Michael Schumacher. Un traguardo che il pilota inglese ha tagliato per merito di una vittoria meravigliosa, forse una delle più belle della sua avventura nella massima serie del motorsport. Una iniezione di adrenalina che ha davvero entusiasmato tifosi, spettatori e, non ultimo, il portacolori della Mercedes.

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“Sinceramente mi piacerebbe vivere molti più fine settimana di questo tipo – sottolinea a Speedweek – le condizioni difficili aumentano lo spettacolo e le variabili. In questo modo vincendo posso dimostrare di cosa sono capace. Salire sul gradino più alto del podio in una corsa simile significa che merito rispetto. Penso che chi era in pista con me sappia quanto fosse difficile correre e spingere al massimo, anche quando non hai a disposizione la miglior vettura del lotto come è successo a me a Istanbul”.

Questa ultima affermazione potrebbe fare storcere il naso a molti rivali? So bene che molti pensano che io vinca solo per merito della Mercedes, ormai non ci faccio più caso, soprattutto perchè tali affermazioni arrivano da ex piloti. Io invece faccio una promessa solenne: quando, tra 10 o 20 anni, mi guarderò indietro, farò di tutto per spronare la prossima generazione. Che si tratti di Lando Norris, George Russell o Max Verstappen So quanto sia difficile correre a questi livelli e come funzioni questo mondo…”.

Il nativo di Stevenage prosegue nella sua analisi: “Certo, so bene che avere la scuderia migliore e la macchina più veloce fa la differenza. Non c’è nessun pilota che abbia vinto un titolo mondiale che non abbia fatto leva su questi aspetti. Serve il materiale giusto, ovviamente. Questa è una legge della Formula Uno che non cambierà mai. Ma la vera differenza non la fa il mezzo, ma quello che tu puoi fare con la vettura. A Istanbul penso davvero di averne dato dimostrazione”.

alessandro.passanti@oasport.it

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