Mick Schumacher sulle orme di papà Michael. In molti vedono in lui il potenziale di ciò che fu suo padre, ma lui è pronto a costruirsi la propria strada personale e in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport si racconta a 360°.
Io adoro mio padre, credo che abbia fatto tutto sempre nel migliore dei modi. Per il resto sono concentrato su me stesso, non cerco un modello, ma la mia via
E' questa la risposta quando gli si chiede se ci sia qualche pilota che ammira sia dentro che fuori dalla pista. Chiaramente, però, cancellare un cognome così importante e i ricordi è impossibile, soprattutto per il connubio che legava in maniera indissolubile Michael alla Ferrari: "Quando sei bambino, non realizzi molto, osservi solo delle macchine che vanno veloci su una pista. Ma non capisci dove sei, ora sapendolo, beh è diverso, è un posto speciale. Se penso che ogni tanto giro a Fiorano dove mio padre ha percorso centinaia di giri... Qualcosa di emozionante. So che mio padre è parte della storia della Ferrari e ora è bello che di questa storia faccia anch’io parte".
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Il mondo della Formula 1 com'è quando ci sei dentro? "Alla fine la F1 non è molto differente dalle categorie propedeutiche, quando me lo chiedono, mi piace ricordare che quando uno va in kart impara a usare il volante, impara anche come usare il proprio talento, a gestirsi in gara, come lavorare con i meccanici. Quindi in Formula 4 è tutto un po’ più grande, hai un ingegnere due meccanici, un team. Lo stesso in F3 solo che appunto le squadre sono ancora più grandi e professionali e le macchine più veloci. Crescono il carico aerodinamico e gli ingegneri. In F2 sei già a un livello professionale molto alto. Tutti i team sono buoni, cioè sono in grado di fare un buon lavoro. Si tratta solo di adattarsi alla squadra, di trovare la direzione che ti consenta di migliorare, andare veloce e regolare bene la macchina. In sostanza ogni cosa che impari in questi stadi di crescita, dai kart in poi, fa parte del tuo bagaglio e di permette di ottenere prestazioni anche in F1. Ora dobbiamo lavorare insieme al team, sviluppare la macchina".
Le aspettative per il futuro sono chiare: "Voglio vedere un miglioramento dall’inizio alla fine della stagione. Questo è un anno un po’ particolare perché si guidano le vetture del 2020. A livello di team bisogna imparare il più rapidamente possibile che cosa bisogna fare quest’anno. E che cosa può aiutare per iniziare a sviluppare la macchina per il 2022, che sarà una stagione cruciale".
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