Formula 1

Montezemolo: "Grazie a Dio non sono in Ferrari, dopo la prima gara sarebbero venuti giù i muri"

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Former Ferrari chairman Luca Cordero di Montezemolo gestures during a news conference with Fiat Chrysler Automobiles (FCA) chairman Sergio Marchionne (not seen ) in the Ferrari headquarters in Maranello on September 10, 2014

Credit Foto Getty Images

DaDaniele Fantini
21/07/2020 A 09:38 | Aggiornato 21/07/2020 A 09:53
@d_fantini

L'ex-presidente della scuderia di Maranello commenta in maniera molto critica il pessimo avvio stagionale della Ferrari. "Non penso che per migliorare basti un musetto o un alettone. Il rapporto con Vettel è stato gestito male, ora Leclerc ha tantissima pressione addosso".

Da una parte il desiderio di tornare a Maranello ("Lo farei a piedi, ma ho zero possibilità"), dall'altra la frustrazione per una situazione molto complicata e di difficilissima risoluzione nel breve periodo. Luca Cordero di Montezemolo è diviso da un sentimento duplice nei confronti della Ferrari, scuderia di cui fu presidente tra il 1991 e il 2014, come confessato ai microfoni di GR Parlamento.

Sono dispiaciuto, perplesso e preoccupato. Ringrazio Dio di non essere lì, perché a Maranello già dopo la prima gara sarebbero venuti giù i muri. Binotto è troppo solo e ha troppe responsabilità. Abbiamo bisogno di tecnici fortissimi che possano dare supporto ai bravi giovani che ci sono.
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Vettel gestito male, Leclerc ha troppa pressione

Montezemolo ha anche parlato della situazione relativa ai piloti di Maranello e sulla strana gestione del rapporto con Sebastian Vettel, scaricato già prima della ripresa del Mondiale dopo la sospensione per la pandemia di coronavirus.

Non avrei annunciato il divorzio da Sebastian Vettel così presto, anche perché ora la pressione su Leclerc è grande. Non dimentichiamoci che è giovanissimo, è arrivato in Ferrari soltanto l'anno scorso e non ha ancora vinto nulla. Ma il problema non sta nei piloti, sta nella macchina. Non penso che per migliorare possa bastare un musetto o un alettone. C'è una gara ogni settimana e con questa situazione vedo difficile sviluppare la macchina o pensare al futuro.

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