Una sorta di miracolo. Sophia Floersch ha costruito una vita sulla ricerca della velocità, della scia, del centesimo o millesimo da limare e che può servire a completare un sorpasso o centrare un giro veloce, firmare una pole position o portarsi a casa una vittoria. Quando ripensa però al 27 novembre 2018 e a quel tremendo impatto a Macao ad oltre 200 km/h contro la torretta delle telecamere, la quasi 18enne driver tedesca si sente fortunata, come se le fosse stata concessa da qualcuno una seconda vita.
Poteva andarmi molto peggio, avevo tanti angeli intorno a me, a Macao mi hanno protetto. Ora ho due compleanni: il 1° dicembre e il giorno che sono tornata da Macao, viva. Lì è nata la mia seconda vita. Quando ho capito che stavo bene e potevo muovere tutto. Mi sono sentita rinascere
Formula 3
Sophia Floersch torna a casa: "A Macao ho festeggiato la mia seconda nascita"
26/11/2018 A 12:43
Al Corriere della Sera, la Floersch rivive anche la convalescenza dopo l’intervento di 17 ore alla colonna vertebrale che le permetterà di tornare molto presto a fare quello che più le piace, guidare una monoposto.
Sto bene a parte qualche dolorino. Miglioro ogni giorno: ho iniziato la riabilitazione e presto mi rimetterò sulla cyclette per allenarmi. Dell’incidente ricordo tutto. Volevo sorpassare quelli davanti, uno ha frenato, io ho perso il controllo e ci siamo toccati. Dentro l'abitacolo hai una prospettiva diversa. Rivedo quando sono finita contro il muro e le barriere, i soccorsi, il rumore. Tutto. Sono state le stesse sensazioni di altri incidenti avuti prima: pensavo solo a prepararmi all'impatto. In quei momenti non hai tempo per riflettere su nulla, andavo velocissima, ed è avvenuto in pochi secondi, mi sono resa conto di quanto sia stato brutto l'incidente solo quando ho visto i video su internet, il giorno dopo l'operazione.

"Lindsey Vonn il mio modello, correre in auto è la mia vita"

Riguardo ai programmi per il futuro, Sophia non ha dubbi: l'obiettivo è uno solo, tornare a correre al più presto in pista...
Vorrei tornare a correre (nell’europeo di F3, ndr) e recuperare in fretta, i medici dicono che forse sarò in grado di guidare a marzo. Non ho paura, non ho mai pensato di smettere: correre è la mia vita, lo faccio da 13 anni e una ragazza deve dimostrare sempre di più. Devi battere i maschi per essere rispettata e se succede cambia tutto: quando ci riuscivo sui kart loro piangevano. Chi è il mio modello? Lindsey Vonn, per quanto ha vinto, le motivazioni che trasmette e la sua forza".

L'incidente pauroso di Sophia Floersch: l'auto prende il volo e sfonda le barriere di protezione

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