Un oro sognato, meritato, costruito. Michela Moioli vince la gara dello snowboard cross ai Giochi di PyeongChang e scoppia in lacrime dopo l’arrivo. Per la gioia di un risultato che rappresenta il massimo nella vita di un atleta, certo, ma anche perchè un traguardo così si raggiunge dopo anni di sacrifici fisici e mentali. Un percorso duro, in cui la 22enne bergamasca ha avuto un punto di riferimento decisivo: Matteo Artina.
Bergamasco classe ’84, ha due lauree in Scienze Motorie e Fisioterapia ed è il preparatore atletico del primo oro italiano nella storia dello snowboard ai Giochi. Questa storia inizia dopo Sochi, il momento più doloroso della carriera della Moioli. La nativa di Alzano Bergamasco torna dalla sua prima esperienza alle Olimpiadi con un ginocchio a pezzi, ma anche con la consapevolezza che per rialzarsi dopo quella botta serva fare il salto di qualità dal punto di vista atletico. Perchè il talento di Michela, pur innegabile, non può bastare.
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Michela Moioli - PyeongChang 2018

Credit Foto Getty Images

La preparazione fisica

Matteo comincia a lavorare sulla potenza e sulla forza della Moioli. Michela mette tanti cavalli nel motore da sprigionare su curve, gobbe e salti di una specialità spesso crudele. Con il tempo cresce sempre più la coscienza e la sicurezza dei propri mezzi fisici, utile a reggere il confronto con le avversarie anche nelle gare più dure. Una consapevolezza in grado di estendersi anche sul piano mentale.
I due bronzi consecutivi ai Mondiali di Kreischberg 2015 e Sierra Nevada 2017, intervallati dalla vittoria della Coppa del Mondo, sono i primi, grandi, traguardi. Ma Michi ha un conto in sospeso con un evento in particolare. La preparazione della stagione olimpica è incredibile. Quattro vittorie e sette podi consecutivi in Coppa la rendono la favorita numero 1 per la vittoria a PyeongChang. E nella gara più importante la bergamasca non tradisce, dominando la competizione fin dalle qualifiche.

Michela e Sofia

Artina è anche il preparatore di Sofia Goggia. Che le due atlete siano molto legate non è un segreto e con entrambe Matteo ha stretto un rapporto speciale.
Vedo tutti i giorni la fatica che gli atleti fanno in palestra e quando finiscono la loro gara guardo al risultato con ansia. Sofia e Michela due ragazze con una voglia pazzesca di arrivare e dimostrare che il successo che hanno se lo sono meritato (Matteo Artina a Linkiesta)
Ma c’è un altro punto di contatto tra Goggia e Moioli: l’esperienza negativa di Sochi. Sì, perchè se la snowboarder si era fatta male durante quei Giochi, la sciatrice era stata costretta al forfait già alla vigilia per un infortunio altrettanto grave. Michi è rientrata, è maturata e ha vinto la medaglia più bella. Ora tocca a Sofia.
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