E’ un Nicola Bartolini da leggenda ai Mondiali giapponesi di ginnastica. L’atleta sardo della Pro Patria Bustese piazza una prestazione clamorosa al corpo libero e si laurea campione del mondo. L’Italia torna sul gradino più alto ad addirittura 24 anni di distanza dall’ultimo sigillo di Yuri Chechi agli anelli. Nella specialità eravamo rimasti a un bronzo nel 1966 con Menichelli. È il secondo oro azzurro nella storia: il primo arrivò nel 1913 con Giorgio Zampori. Bartolini trionfa col punteggio di 14.800 (6.2 il D Score). Alle sue spalle il giapponese Kazuki Minami (14.766) e il finlandese Emil Soravuo (14.700).

La prova

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Il sardo si era presentato all’atto conclusivo col secondo punteggio di qualifica (14.966, 6.2 la nota di partenza) e aveva tutte le carte in regola per salire sul podio, ma il 25enne si è superato ulteriormente e ha fatto saltare il banco con grandissima disinvoltura. Bartolini mette la ciliegina sulla torta di una stagione meravigliosa, che si era aperta ad aprile con una medaglia di bronzo agli Europei: dalla rassegna continentale ha saputo alzare il D Score di quattro decimi, fondamentale per poter svoltare anche nella massima competizione internazionale. Un incremento nelle difficoltà che non ha inciso sulla pulizia d’esecuzione, il suo punto di forza che anche oggi gli ha permesso di vincere con un nitido 14.800 (6.2). La differenza tra il sardo e tutti i suoi avversari è maturata proprio su questo aspetto: il suo esercizio è da manuale della Polvere di Magnesio per la pulizia delle linee, la precisione su tutti gli arrivi, le sbavature contenute ai minimi termini. Due avvitamenti e mezzo in avanti, doppio carpio con mezzo giro, Tsukahara avvitato. Uno e mezzo-due avvitamenti, due e mezzo-uno avanti. Chiusura con un super triplo avvitamento. Questi gli elementi di maggiore impatto in una routine già consegnata alla storia e che proietta Nicola Bartolini tra i grandi della ginnastica artistica italiana. Il mirino è già puntato alle Olimpiadi di Parigi 2024, dopo che un cavillo regolamentare gli ha impedito di partecipare ai Giochi di Tokyo 2020. Oggi l’azzurro è stato encomiabile e ha messo in fila tutti gli avversari: il giapponese Kazuki Minami (14.766, partiva da 6.5), il sorprendente finlandese Emil Soravuo (14.700, 6.0), il sudcoreano Ryu Sunghyun (14.600) si sono dovuti inchinare. Il filippino Carlos Yulo si presentava da Campione del Mondo e col primo accredito di qualifica, ma è uscito di pedana e ha commesso troppi errori (14.566, 6.6 il D Score). (Oa Sport)

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