Nella storia della ginnastica artistica non c’è mai stata una squadra così dominante come l’attuale quintetto femminile degli Stati Uniti: Simone Biles, Gabby Douglas, Aly Raisman, Madison Kocian e Lauren Hernandez non hanno vinto la finale a squadre a Rio 2016, l’hanno semplicemente dominata dal primo all’ultimo esercizio, come d’altra parte era lecito aspettarsi dopo una qualificazione in cui le americane avevano rifilato 10 punti a tutte le avversarie.
In finale le ragazze di Marta Karolyi hanno suonato la stessa musica, in una gara a due velocità in cui il pubblico ha apprezzato da una parte la straordinarietà di questa generazione a stelle e strisce e dall’altra si è gustato il duello per il podio tra Cina, Russia e Giappone.

Stati Uniti: una squadra impressionante

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Le americane infatti sono partite forte al volteggio e non si sono più fermate: consolidata la rotazione a parallela con l’inserimento in squadra della Kocian, a metà gara il distacco sulla Cina è salito già a 4 punti, un margine destinato inevitabilmente a dilatarsi ancora grazie all’incredibile costanza ad alto livello di Biles e compagne, che hanno ottenuto il miglior parziale ad ogni attrezzo, con una punta di quasi 4 punti di vantaggio solamente al corpo libero, un numero di per sé incredibile.
Il punteggio complessivo di 184.897 regala agli Stati Uniti il primo oro di una (probabile) lunga serie nella ginnastica femminile, visto che ora le americane vanno alla caccia del Grande Slam, con Simone Biles fortemente candidata addirittura per 5 ori (ovvero tutti tranne la parallela asimmetrica, attrezzo in cui presumibilmente Kocian e Douglas se la giocheranno con la russa Mustafina).

Il duello per argento e bronzo

Considerata la superiorità americana, le altre nazioni si sono date battaglia per gli altri due posti sul podio. Il pubblico brasiliano inizialmente sperava nel colpaccio delle ginnaste di casa, che però si sono arrese subito a causa di due errori pesanti alla trave (Barbosa) e al corpo libero (Andrade). La caduta alla trave della russa Melnikova sembrava poter costare cara alla Russia, che si è trovata a sorpresa al 4° posto prima dell'ultima rotazione di gara, ma al volteggio Alya Mustafina (granb gara per lei) e compagne non hanno tremato e sono risalite addirittura fino al 2° posto, superando il Giappone e soprattutto la Cina, che dopo una gara molto solida (pur senza grossi picchi) è crollata proprio nell'ultimo esercizio al corpo libero, con Mao Yi protagonista di una caduta tanto clamorosa quanto decisiva.

Ora Uchimura-Verniaiev, poi Ferrari e Ferlito

Un po' di rammarico, infine, per l'assenza della squadra azzurra, che non avrebbe certamente demeritato in questa finale (anche se arrivare in zona medaglia a quota 176 sarebbe stato quasi impossibile), ma ha pagato le cadute alla trave della qualificazione. Il programma della ginnastica artistica ora prevede le finali individuali All-Around: mercoledì alle 21:00 ora italiana il duello in campo maschile tra Uchimura e Verniaiev, mentre giovedì alla stessa ora rivedremo le nostre azzurre Vanessa Ferrari e Carlotta Ferlito nella finale a 24 femminile; il podio è fuori portata per le nostre ragazze, ma c'è comunque tanta voglia di riscatto.
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