Salvatore Maresca sfodera tutto il suo talento naturale, sfoggia una tecnica sopraffina, pennella delle posizioni di forza impeccabili, si destreggia sul castello con grande eleganza, stoppa un’uscita di assoluto spessore e vince in Coppa del Mondo. Un trionfo perentorio per il campano, capace di imporsi sugli anelli in occasione dell’ultima tappa del massimo circuito internazionale itinerante (riservato alle singole specialità).
Il 28enne, già bronzo agli ultimi Mondiali ed Europei, si è presentato con grandi motivazioni a Baku (Azerbaijan) dopo il terzo posto conquistato due settimane fa a Il Cairo (Egitto) e ha tuonato in maniera perentoria: in questo fine settimana, l’azzurro era oggettivamente superiore a una concorrenza di assoluto livello, sgretolatasi al cospetto dell’orgoglio di Castellammare di Stabia. Salvatore Maresca, già in testa al termine delle qualifiche, è salito per primo sull’attrezzo in occasione dell’atto conclusivo e ha sciorinato un esercizio rimarchevole, venendo premiato dai giudici con un solidissimo 14.800 (6.2 il D Score).
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Il nostro portacolori è rimasto in testa alla classifica fino al termine della gara, riuscendo così a salire sul gradino più alto del podio e a fare risuonare l’Inno di Mameli. A impensierirlo è stato soltanto il fortissimo turco Ibrahim Colak, Campione del Mondo nel 2019 e oggi fermatosi ad appena 34 millesimi dal campano (14.766, 6.1 la nota di partenza). L’azero Nikita Simonov ha completato il podio (14.500), mentre la Coppa del Mondo di specialità viene portata a casa dall’armeno Vahagn Davtyan (oggi assente, aveva vinto a Doha e a Il Cairo ed era stato secondo a Cottbus).
Salvatore Maresca si conferma ai vertici internazionali e sta già scaldando il motore in vista degli Europei di agosto e dei Mondiali autunnali, sempre col mirino puntato sulle Olimpiadi di Parigi 2024. Si tratta della sua seconda vittoria in Coppa del Mondo, dopo quella ottenuta lo scorso anno a Osijek (quinto podio in carriera). Un successo stupendo e che andrà dedicato a Nicolò Mozzato, infortunatosi gravemente proprio in Coppa del Mondo (doppia rottura dei legamenti posteriori e del piatto tibiale delle due ginocchia, si preannuncia un lungo stop per il veneto).
Al corpo libero, dove era purtroppo assente il nostro Nicolò Mozzato (secondo in qualifica), ha trionfato l’israeliano Artem Dolgopyat. Il Campione Olimpico si è imposto con 14.700 (6.1), avendo la meglio per quattro decimi sul kazako Milad Karim (14.300, 6.3 la nota di partenza), subentrato proprio all’azzurro. Il podio è stato completato da Eamon Montgomery (14.066).
Alle parallele pari perentoria affermazione dell’ucraino Illia Kovtun (15.333) davanti al turco Ferhat Arican (14.900) e al britannico Joe Fraser (14.700). Alle parallele asimmetriche ha vinto la francese Lorette Charpy (13.866) davanti alle olandesi Naomi Visser (13.100) e Vera van Pol (12.966). Al volteggio show dell’eterna Oksana Chusovitina, che a 46 anni sa ancora trionfare con 13.266, al pari dell’ungherese Maria Csenge Bacskay.

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