A meno di 24 ore di distanza dalla finale di specialità che ha sancito il ritorno in pompa magna di Simone Biles sul podio della trave, spunta un doloroso retroscena: due giorni prima della finale, la zia di Simone Biles è deceduta improvvisamente.
A rivelarlo è stata proprio la ginnasta a stelle e strisce: "Alla fine della fiera, le persone non capiscono cosa stiamo attraversando", ha rivelato al sito ufficiale delle Olimpiadi poco tempo dopo la sua prova; "due giorni fa, mi sono svegliata e mia zia era morta improvvisamente, da lì non è stato più facile essere qui ai Giochi Olimpici".
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Tokyo 2020
La ginnastica artistica a Tokyo 2020: gare, qualificati, calendario
08/07/2021 A 07:26
Quattro giorni dopo il suo ritiro dalla finale a squadre per motivi di salute mentale, questa funesta notizia ha aggravato un peso psicologico che era già di per sè insostenibile per la Biles: dopo la rinuncia della finale a squadre, ha annunciato il forfait anche nelle tre finali di specialità (volteggio, parallele asimmetriche e corpo libero), salvo poi far ritorno nell'ultima finale disponibile, quella della trave. Con un coraggio da leonessa, Simone è riuscita a strappare un bronzo importantissimo per la sua carriera e la fiducia in se stessa.

Simone Biles torna ed è di bronzo: rivivi l'esercizio alla trave

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Biles saluta Tokyo

La sua sincerità e spontaneità nel comunicare al mondo la sua sofferenza mentale, ha allargato l'orizzonte di una conversazione sempre più rilevante nel mondo dello sport: per ogni atleta, la stabilità psichica viene prima di qualsiasi prestazione o risultato agonistico. Biles ha infatti continuato su questo tema: "Sicuramente dare spazio a una conversazione riguardo la salute mentale è più importante di una medaglia d'oro. Credo che noi atleti non siamo solo dei mezzi d'intrattenimento, siamo persone e abbiamo dei sentimenti".
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