PONTE VEDRA BEACH, FLORIDA – Rory McIlroy lanciò uno sguardo oltre il green a forma d’isola del TPC Sawgrass. Il sole era tramontato da un bel po’, ma le luci della gradinata a forma di stadio illuminavano abbastanza per poter ammirare il grande capolavoro dell’architetto Pete Dye.
Potrebbe dirsi che un anno fa McIlroy conquistasse una delle più grandi vittorie della sua carriera al The Players Championship, risultando vincitore di fronte a un’imprevista valanga di contendenti dopo un commovente finale. Il golfista nordirlandese tornava ancora una volta sulla scena di quel successo, che contrastava in modo straordinario con le sue tre prime partecipazioni a questo torneo, dove non aveva superato il taglio.
Credo di non aver mai apprezzato né goduto l’esordio in un percorso al Pete Dye, e sento che non ce la faccio… Mi fa visivamente soggezione. Ho l’impressione che il lancio della pallina dal tee finisca per tutti i giocatori allo stesso punto, lo trovo uno stile di golf molto strategico. Credo che avessi proprio bisogno d’imparare a giocare con quello stile. Ero testardo e poco maturo, e stavo cercando di conquistare questo campo dalla forza, qualcosa che non si può fare
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07/03/2020 A 08:33
Dye accennerebbe senz’altro un sorriso a sentire la primaria frustrazione di McIlroy. Dopotutto, è la stessa persona che una volta affermò: “Il golf non è uno sport giusto, perché mai dovrei costruire un campo da golf giusto?”. Questa affermazione, abbassando il cappello, è il commiato ideale per Dye, deceduto il 9 gennaio all’età di 94 anni. La morte di Dye avvenne poche ore dopo che McIlroy avesse lodato il suo percorso.
“L’influsso di Pete, che nel 2008 accedette al Salone Mondiale della Fama del Golf, è di grande portata e ha lasciato nel golf, sia professionista che amatoriale, un’impronta mondiale”, ha detto Jay Monahan, commissionato del PGA Tour. “Disegnò alcuni dei campi da golf più famosi del mondo, sebbene nessuno più riconoscibile del The Players Stadium Course del TPC Sawgrass”. “È qui Dove Pete è riuscito a mettere magistralmente in atto il concetto rivoluzionario dello stadio da golf del commissionato Deane Beman, combinando la visione di Deane con un disegno sfolgorante che è acclamato ogni anno come uno dei grandi percorsi strategici al mondo durante The Players Championship”, ha aggiunto.

Il nordirlandese Rory McIlroy colpisce dal tee al par 4 della buca 18, durante l’ultimo giro del THE PLAYERS Championship al THE PLAYERS Stadium Course del TPC Sawgrass, il 17 de marzo 2019, a Ponte Vedra Beach. (Fotografia di David Cannon/Getty Images)

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In certo senso, McIlroy era il collaudo migliore per uno dei tracciati più infami di Dye. Non superò il taglio del The Players del 2009, 2010 e 2012, con un’accumulazione di una dozzina di colpi sopra il par in quelle tre partecipazioni. Tuttavia, dal 2012 in poi ha cominciato a ricomporre il puzzle di Dye, finendo tra i primi 15 in ognuna delle quattro partecipazioni successive e riuscendo, dopo un pareggio alla 35ª posizione, ad incastrare ogni tassello al suo posto con una vittoria nel 2019. Sono queste le ragioni che faranno perdurare l’eredità di McIlroy come ultimo golfista a dominare lo Stadium Course negli ultimi giorni del suo artefice.
Prima, Jay aveva detto qualcosa fondamentale. Aveva detto che era il percorso golfistico più democratico di tutti - ha indicato McIlroy - Non favorisce nessuno. Tocca essere presenti, dare i colpi giusti e giocare bene dal giovedì mattina alla domenica sera. Ho mancato i primi tre tagli qui, quindi ci ho impiegato un po’ a capire questo luogo. Ma credo finalmente di sapere come funziona
Ora resta vedere se è in grado di accrescere quest’eredità nel 2020 convalidando il titolo. Al The Players stanno ancora aspettando un vincitore per due anni di seguito e per tutta la sua storia sono stati solo sei i vincitori di diverse edizioni. È così che l’avrebbe voluto Dye.
“Da Fred Funk a Tiger Woods, Matt Kuchar ed altri, qui hanno vinto golfisti di ogni tipo con ogni tipo di stile di gioco, per cui diventa specialmente complicato”, ha affermato McIlroy. “Penso che sia duro percorrere questo campo perché non si adegua a uno stile unico e si può giocare in molti modi diversi, c’è più gente che può entrare in gara”.
Nel corso degli anni, il disegno di Dye ha premiato ogni tipo di golfista, come dimostrano le cifre. Tiger Woods è stato l’unico golfista a vincere questo torneo in numerose occasioni durante gli ultimi 25 anni ed è uno degli unici tre che hanno vinto essendo numero uno al mondo – ci riuscì nel 2001 e 2013, mentre Greg Norman lo fece nel 1996 e Jason Day nel 2016. Un quarto giocatore, David Duval (1999) conquistò la cima del golf dopo questa vittoria.
È possibile che a marzo McIlroy si unisca a questa ristretta élite, dopo aver raggiunto di nuovo il numero uno del ranking mondiale ai primi di febbraio, a seguito della sua partecipazione all’AT&T Pebble Beach Pro-Am. Naturalmente, questo potrebbe ancora cambiare prima che la gara torni a Ponte Vedra Beach – al momento di scrivere questo articolo, c’erano ancora da giocare, tra gli altri, un torneo del World Golf Championship e l’Arnold Palmer Invitational —, comunque McIlroy è in grado di arrivare al TPC Sawgrass come miglior giocatore del mondo. La convalida del titolo è una questione storica per McIlroy, che si sente pronto ad accettare la sfida.
Credo di essere il miglior golfista del mondo quando la giornata mi sorride e penso di poterlo dimostrare durante molto tempo. Sento che in un futuro prossimo posso essere il migliore la mondo e intendo spremerlo al massimo. Con tutta l’esperienza che ormai ho e tutto quello che ho imparato nel trascorso degli ultimi dieci anni, posso fare sì che i dieci successivi siano ancora migliori
Il trentenne golfista ha vinto quattro volte nel 2019, a cominciare dal The Players a marzo. Da allora in poi ha conquistato il RBC Canadian Open, il Tour Championship, la sua seconda FedExCup e il premio al giocatore dell’anno del PGA TOUR. Il 2019 è finito per lui con la sua prima vittoria della nuova stagione al WGC-HSBC Champions e attualmente si trova al sesto posto della FedExCup.
Durante l’ultimo mese dell’anno McIlroy si è concesso di riflettere su tutti questi successi, riponendo le mazze, salvo un torneo benefico del Jack Nicklaus il 1º dicembre, e un giro con suo padre, Jerry, al proprio golf club a Seminole, in Florida. “Ho sconnesso ed è stata una buona idea”, ha detto McIlroy sul suo riposo invernale. “A Capodanno, di ritorno negli Stai Uniti, ho tirato di nuovo le mazze fuori dall’armadio e ho cominciato ad esercitarmi”. Apparentemente, il lungo riposo non ha inciso troppo sul gioco, finendo al terzo posto nel suo esordio del 2020 al Farmers Insurance Open.
Un riposo così lungo avrebbe fatto presagire qualche problema per il resto dei giocatori sul circuito. McIlroy sostiene che la maggior parte dei propri traguardi per l’attuale stagione sono legati alle statistiche – nello specifico, il gioco corto e il putt -, ma gli è scappato che gli piacerebbe battere il proprio record di cinque vittorie del 2012.
Sarebbe bello migliorarlo a un certo punto, per cui continuo ad adoperarmi per la sesta vittoria. Però la vittoria in questi tornei dipende da molte cose, e quindi devo concentrarmi sull’allenamento e in cosa devo fare in quel senso. A farlo bene, spero di arrivare al numero sei e vincere quei tornei sarà semplicemente il risultato di tutto ciò che faccio bene fuori dal campo da golf
Quest’anno si compiono dieci anni dalla prima vittoria di McIlroy sul PGA TOUR, quando vinse con una fase finale di 62 colpi al Wells Fargo Championship. Il ventenne dall’aspetto angelicale ha vinto da allora altre 17 volte, diventando una superstar del golf mondiale. Chissà quante altre vittorie aggiungerà alla propria collezione prima del congedo. Ma una cosa è sicura: potrà vantarsi almeno di una vittoria – e forse più - allo Stadium Course di Pete Dye.
Significa molto perché è il nostro torneo, e penso che i colleghi riconoscano quel successo. Onestamente, credo che la vittoria la The Players lo scorso anno abbia contribuito sostanzialmente a farmi ottenere il premio al miglior giocatore dell’anno sul PGA TOUR. Credo che i golfisti abbiano riconosciuto quanto significhi la vittoria in questa manifestazione e che tutti vorrebbero vincere questo torneo

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