La Ryder Cup 2021 è arrivata. Venerdì a Whistling Straits prenderà ufficialmente in via la 43esima edizione della massima competizione sportiva del golf, che vedrà l’ennesimo capitolo dello scontro tra titani, il Team Europa e il Team USA. Il formato sarà quello consueto, che ha reso iconico l’evento e che tiene incollati davanti alla televisione (e, naturalmente, sul percorso) milioni di telespettatori. Si parte con due giornate riservate alle sfide in coppia, quattro palle e colpi alternati, per poi vivere il grande e spesso frenetico finale alla domenica con le dodici sfide in singolare, naturalmente il tutto giocato in match play.
Gli americani sembrerebbero avere tutti i pianeti allineati per questa Ryder Cup. Giocheranno su suolo amico, lungo le rive del Wisconsin del Lago Michigan supportati da un tifo forse anche più forte del solito (è previsto il tutto esaurito) in quanto molti supporter “ospiti” non si sono potuti recare oltreoceano per tifare i propri beniamini. Ma il vantaggio USA non è solamente ambientale. I giocatori scelti da capitan Steve Stricker sono giovani e frizzanti, forse poco esperti in questo tipo di atmosfera stravolta, ma l’impressione è che non dovrebbe essere un grosso problema. Sono presenti nel team otto dei primi dieci nella classifica mondiale (e tutti e 12 fanno parte della top-21) mentre l’Europa di Padraig Harrington può contare in questo senso solamente sul numero 1 Jon Rahm.

Stati Uniti vs Europa: pronti per lo spettacolo della Ryder Cup?

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Questa, tuttavia, non è una novità. Molto spesso, con rare eccezioni, il team a stelle e strisce parte alla vigilia della competizione con i numeri dalla propria, ma la storia recente insegna che questo è tutto fuorché garanzia di successo. L’Europa ha infatti vinto nove delle ultime dodici Ryder Cup, e in questo senso è ancora più determinante il fattore campo, visto che gli Stati Uniti hanno trionfato in due delle ultime tre edizioni giocate in casa, mentre il successo sul suolo europeo manca addirittura dal 1993. In generale, Team USA ha ancora un record storico vantaggioso (26-14-2), ma si tratta certamente di un dato falsato dalle prime edizioni, dominate. Il Vecchio Continente infatti negli ultimi 40 anni è di fatto avanti negli scontri, conducendo per 11-8-1.
Per l’Europa l’unico vero fattore su cui puntare è quello dell’esperienza, come anticipato. L’inglese Lee Westwood eguaglia il record di squadra giocando la sua undicesima Ryder Cup all’età di 48 anni e a lui si affianca il giocatore che ha portato a casa più punti della storia della competizione, lo spagnolo Sergio Garcia, che proverà a migliorare ulteriormente il suo score di 25,5.

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