Alla vigilia del Farmers Insurance Open, che segue un’inusuale scaletta temporale mercoledì-sabato, Francesco Molinari racconta all’ANSA parecchie sensazioni, comprese quelle di un sesto posto molto importante al The American Express. Questo risultato, va ricordato, lo ha riportato nei primi 200 del mondo dopo un lungo periodo di difficoltà solo occasionalmente intervallate da risultati che rispecchiano il suo valore.
Così il torinese all’agenzia in merito all’esito in California: “Il risultato della scorsa settimana è stato certamente positivo. Sono arrivato lì con poche aspettative, ma con buone sensazioni dopo un periodo di lavoro all’insegna della qualità e dei cambiamenti“.
Tra questi, è importante sottolineare l’ingresso, nel settore della metodologia di allenamento, del Prof. Sandro Donati, per il quale non c’è bisogno di alcuna presentazione: “Ci siamo conosciuti qualche anno fa quando s’è avvicinato al golf per passione. La nostra collaborazione è nata questo inverno. Cercavo qualcuno che gestisse meglio i miei allenamenti e ho deciso di chiedergli un aiuto che si sta rivelando fondamentale. Sono felice poi di aver ritrovato il caddie di una vita, Pello Iguaran. Ci conosciamo bene e abbiamo intrapreso un percorso nuovo e stimolante“.
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Parla poi del momento più duro: “Il trasferimento dall’Inghilterra agli USA ha richiesto il suo tempo e le energie investite sono state molte. L’infortunio alla schiena non ha certo aiutato, saltare le Olimpiadi è stato duro e col senno del poi penso sarebbe stato meglio fermarsi prima. E a tal proposito voglio fare gli auguri di pronta guarigione a Sofia Goggia. Era in un momento di forma straordinaria e questo infortunio proprio non ci voleva. Ma lei è una grandissima e sono sicuro che troverà il modo di superare anche questa“.
Ma il sogno olimpico rimane: “Sembra quasi un segno del destino e mi auguro davvero di arrivare a quell’appuntamento in buone condizioni fisiche. Anche se manca ancora molto, Parigi 2024 è qualcosa a cui penso già adesso“.
E su Tiger Woods. “Per il nostro mondo è fondamentale e la sua figura, quasi mitologica, non è paragonabile a nient’altro. Non ci ho parlato, ma tutti, io compreso, lo aspettiamo in campo“.
Sul caso Djokovic: “Non ho nessun titolo in materia per dare giudizi, ma le indicazioni delle autorità preposte mi sembrano piuttosto chiare. Io sono vaccinato con terza dose, così come vaccinate sono milioni e milioni di persone nel mondo. Penso che la vicenda Djokovic sia stata gestita male e credo sarebbe stato meglio se non fosse proprio partito per l’Australia. Si sarebbe evitato tutto quello che poi è successo“.
Sul golf italiano e la sua crescita: “Sono contento di questo e, da golfista, mi auguro di vedere sui tour mondiali sempre più giovani italiani. E’ stato bello, lo scorso anno, guardare Francesco Laporta e Guido Migliozzi ottenere grandi risultati“.

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