Maratona

Dalla ferrovia ai 500 km dell'ultra maratona: l'impresa di Simone Leo all'Atene-Sparta-Atene

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L'ultramaratoneta Simone Leo bacia i piedi della statua di Re Leonida a Sparta dopo la Atene-Sparta-Atene 2017

Credit Foto facebook

DaStefano Fonsato
02/12/2017 A 16:43 | Aggiornato 02/12/2017 A 16:44
@StefanoFonsato

Una vera e propria prova titanica per il ferroviere novarese 39enne, che ha corso la Phidippides Run, portandola a termine con un tempo di 98 ore e 39 minuti. E pensare che la sua avventura con le scarpe da running è iniziata 10 anni fa, quando "vidi una foto in cui pesavo 100 chili ed ero insoddisfatto di me stesso. Ora mi preparo alla corsa attraverso la Valle della Morte".

Un esempio di sport cristallino. Di volontà, tenacia, resilienza nell'ottenere un risultato. A testa bassa e con determinazione. Poco conosciuto, solo perché alcune discipline - per quanto molto più dispendiose di altre - non sono mai riuscite ad ottenere una ribalta mediatica consona.

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Il suo nome è Simone Leo, macchinista ferroviario di 39 anni, novarese, e si è appena reso protagonista di un'impresa pazzesca: correre e portare a termine la massacrante "Phidippides Run", la "Atene-Sparta-Atene", ultra maratona di 490 chilometri lungo il percorso mitico e mitologico dell'antica Grecia.

Quando tutto cambia

E dire che fino a dieci anni fa, alla soglia dei 30 anni, Simone neanche sapeva cosa fosse la corsa, figuriamoci le ultra maratone. A Eurosport Italia, rivela:

Era il mese di luglio ed era il 2007. Mi soffermai su una foto che mi avevano fatto a un matrimonio: pesavo 100 chili (ora ne pesa 67, ndr). Ovviamente lo sapevo, ma di fronte all'eloquenza di quell'immagine, in me è scattato qualcosa. Facevo la classica vita sedentaria, mi abbuffavo agli aperitivi, insomma non avevo regole e la forma fisica per me era un concetto puramente astratto. Così, il giorno dopo quella foto, andai a comprare un paio di scarpe da running e le lasciai per un paio di giorni. lì. Ricordo che, fino a quel momento della mia vita, detestavo e prendevo in giro la gente che trovavo a correre per strada o che lo faceva in vacanza. Dicevo 'Ma cosa a corri a fare? Sei in ferie...! Arrivato il sabato, 14, di quel mese, mi chiamarono per l'ennesimo aperitivo. Rifiutai, mi misi addosso una tenuta calcistica e andai a correre per 7 chilometri lungo le strade della mia città. Tornai distrutto ma in quel momento cominciarono a liberarsi le famose endorfine della soddisfazione che la corsa tipicamente ti dà. E, in seguito, non mi sono più fermato.

Per le gare, però, ci volle ancora un anno e mezzo:

Iniziai con la 10 chilometri di San Gaudenzio, alla festa patronale di Novara. Mi piacque subito l'ambiente podistico. Alla fine di quell'anno, a novembre, partecipavo già alla Maratona di New York, che ho ripetuto nel 2011.

Le Ultra Maratone e la folle idea "ASA": come correre per quattro giorni interi

A quel punto, l'asticella non è più rimasta ferma. Una maratona a settimana. Fino ad arrivare alle ultra maratone, devastanti dal punto di vista fisico. Nel 2016 Simone partecipa a alla Spartathlon, 246 chilometri da Atene a Sparta, storicamente percorsi da Filippide; corsa che, a partire dal 1983, si tiene ogni anno tra Atene e Sparta in Grecia, al termine della quale i partecipanti hanno l'abitudine di baciare i piedi della statua di Re Leonida, che costituisce il traguardo. Da tre anni, l'organizzazione si è messa in testa di organizzarne una ancora più estrema, la "ASA", andata e ritorno. Sfida che l'emerodromo piemontese, ha colto al volo:

Sono riuscito a portarla a termine in 98 ore e 39 minuti. Un buon tempo. Con il sottoscritto, il team Italia, che vanta ottimi ultra maratoneti, era composto da 9 rappresentanti, 6 dei quali sono arrivati sino al traguardo. Come si fa a correre per così tanto tempo? Ogni tanto si procede in marcia, per qualche ora si dorme. Io in quattro giorni ho dormito quattro ore... Che poi non si tratta di una dormita vera e propria, si dà modo ai nervi e ai tendini di rilassarsi e allungarsi minimamente. E poi si mangia, ci si nutre, lungo il percorso: ricordo di aver mangiato una pizza a quasi 100 chilometri dalla fine. Il modo di affrontare una sfida simile è molto soggettivo: certamente occorre farsi seguire da una 'crew' di supporto. Tutti gli ultra maratoneti ne hanno una.

Correre sotto il sole dei 55° C.

In questi anni Simone Leo ha aperto una scuola podistica, la "Impossible Target" insieme al collega Giacomo Lopopolo. Il prossimo obiettivo?

Correre la 'Bad Water Ultra Marathon' in programma a luglio. Negli Stati Uniti, si correrà lungo la Valle della Morte lungo 217 chilometri e sotto un sole che arriva a bruciare sino a 55 gradi. Ho già assistito un campione, in questa impresa, Marco Bonfiglio. Una prerogativa che dovrebbe farmi avere il pass per partecipare, essendo questa corsa ad invito.
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