Il Mondiale 2020 di MxGP, classe regina del Motocross, fa ormai parte dell’album dei ricordi. Un campionato particolare, condizionato inevitabilmente dalla pandemia, che ha costretto gli organizzatori a rivedere il calendario, inserendo tanti trittici su un ristretto numero di tracciati europei al fine di limitare gli spostamenti e di minimizzare i contagi. In questo percorso lo sloveno Tim Gajser è stato un po’ il mattatore. Con l’uscita di scena dell’olandese Jeffrey Herlings per il grave incidente nel corso delle prove del GP di Faenza, l’alfiere della Honda HRC ha posto il proprio marchio sul Mondiale di MXGP in maniera inequivocabile, conquistando cinque successi nei singoli GP e portandosi a casa ben 15 manche.
Niente da fare invece per Tony Cairoli. La chiosa per il siciliano è stata decisamente triste: è arrivato un ritiro in gara-2 a Pietramurata per un contatto alla prima curva con lo svizzero Arnaud Tonus. Per questo motivo, Cairoli ha archiviato la pratica in terza piazza, alle spalle di Gajser e dell’altro elvetico Jeremy Seewer.
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Un 2020 problematico per lui, condizionato dai problemi fisici acuiti dall’incessante susseguirsi delle gare. Il poco tempo per il recupero e la necessità di competere ad altissimo livello hanno obbligato il centauro del Bel Paese ad alzare l’asticella e i riscontri spesso non sono stati esaltati, specialmente nelle prove di qualificazione nel corso delle quali Tony era spesso nelle retrovie e quindi costretto a partire non nel miglior modo possibile nelle manche assegnanti i punti. Tuttavia il siciliano non vuol mollare la presa e a 35 anni c’è ancora la voglia di centrare il decimo titolo mondiale nel Motocross.
C’è tanto lavoro da fare. Ho ripreso gli allenamenti da qualche giorno e alterno bicicletta, palestra e fisioterapia. A breve potrò risalire in moto”, le parole del centauro italiano, nell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. Da questo punto di vista, Cairoli fa il bilancio del 2020: “Direi piuttosto positivo. Sono riuscito a lottare per il titolo fino all’ultima gara e se non fosse stata una stagione così complicata con tre gare a settimana e le noie al ginocchio, forse sarei anche riuscito a fare l’impresa. In ogni modo conquistare ancora una volta la tabella rossa a 35 anni è stata una gran bella soddisfazione. Non ho rimpianti. Ho stretto i denti quando ero malconcio. Perdere la seconda posizione per un contatto in partenza mi è bruciato un po’, ma le gare sono così“.
E quindi il target per quest’annata in sella alla KTM è uno: “Fare una bella stagione senza infortuni: alla fine si vedrà dove sarò

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