Spiegare Antonio Cairoli a un paese che, assai raramente, gli ha riservato l’amore e il rispetto tributatogli dai milioni di fan dello sterrato in questi ultimi 18 anni di onorata carriera non è semplice ma è assolutamente sacrosanto. Già perché Tony Cairoli – che martedì sera in una conferenza stampa, all’Hotel de la Ville di Roma davanti ai vertici della KTM, al suo team, ai suoi amici, famigliari e cari ha annunciato il ritiro dalle competizioni alla fine del 2021 - è stato, è e sarà sempre uno dei più grandi campioni e fuoriclasse che lo sport italiano ha mai avuto, un ragazzo partito dal nulla che con ferocia, passione, talento e testardaggine è riuscito a diventare il simbolo del motocross per oltre 20 anni e il più grande e vincente pilota di tutti i tempi insieme a Stefan Everts.

Da Patti alla leggenda

Motocross
Cairoli si ritira a fine stagione: "Lascio da pilota competitivo"
14/09/2021 A 18:07
Snocciolare il palmares e i record di Cairoli è un po’ come declamare un inno all’eccellenza: 9 titoli mondiali vinti (sei dei quali vinti consecutivamente tra il 2009 e il 2014), 270 Gran Premi disputati, dei quali 93 vinti, 181 podi più di 10.000 punti totalizzati in 18 mondiali chiusi sempre con almeno una vittoria portata a casa… Un pilota caparbio e longevo che nei prossimi 9 round della stagione 2021 proverà a scrivere il finale più dolce a una carriera già monumentale provando a togliere allo sloveno Tim Gajser, lo scettro di campione iridato e portarsi a casa quel 10° titolo iridato che gli permetterebbe di eguagliare sua maestà Stefan Everts.
  • Cairoli, 18 anni al top: dal 2004 al 2021: 9 titoli mondiali e almeno una vittoria conquistata in ogni singola stagione!
AnnoClassificaVittorie
2004 MX21
2005 MX26
2006 MX23
2007 MX211
2008 MX24
2009 MX14
2010 MX18
2011 MX16
2012 MX111
2013 MX19
2014 MXGP9
2015 MXGP2
2016 MXGP3
2017 MXGP6
2018 MXGP2
2019 MXGP10°4
2020 MXGP3
2021* MXGP1
18 AnnateTot: 93
* Dati stagione aggiornati al 15/9/2021 (9 round di 18)
Al giro di boa di un mondiale serratissimo – con ben 5 piloti (Gajser, Febvre, Cairoli, Herlings e Prado) raccolti in un fazzoletto di 40 miseri punti – TC222 vanta un distacco dalla vetta di appena 19 punti. Considerando che ben 5 dei prossimi 9 Gran Premi si correranno proprio in Italia, motivi sperare nell’epilogo da sogno non è per nulla una chimera. Comunque andrà a finire ci sarà da alzarsi in piedi e spellarsi le mani dinanzi a un campione infinito che non si è mai arreso e che da Patti (provincia di Messina) è diventato leggenda perseguendo il proprio motto: Velocità, Fango e Gloria.

Disce pati si vincere voles

In un mondo in cui è sempre più difficile trovare campioni capaci di essere esemplari tanto nello sport quanto nella vita, la parabola di Cairoli rappresenta un manifesto di come niente è impossibile se si crede in quello che si fa e ogni giorno si dà il massimo per fare sempre del proprio meglio. Figlio di papà Benedetto, un camionista – che sognava di fare il pilota di moto ma non ebbe l’appoggio della famiglia per intraprendere questa strada – e di mamma Paola, madre di tre femmine e un maschietto velocissimo con la moto da cross: Antonio sin da piccolissimo ha imparato l’arte di arrangiarsi sobbarcandosi trasferte in giro per l’Italia su uno scassatissimo camper dormendo su un materasso adagiato sul piano cottura della cucina.

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Da lì arriva quella tempra che gli ha permesso di superare i momenti più dolorosi (su tutti la perdita degli adorati genitori), scalare le vette del Mondiale e scrivere alcune delle pagine più memorabili della storia della MXGP conquistando 14 podi iridati in 17 partecipazioni, non facendosi mai sopraffare da infortuni devastanti che avrebbero tramortito chiunque ma non TC222. A rendere ancor più romantica e assolutamente unica l’esperienza di Cairoli anche il legame indissolubile con Claudio De Carli e il suo team che lo ha accompagnato in tutta la sua carriera. Dal primo titolo ottenuto nel 2005 a Lierop con una mano rotta, all’incredibile mondiale 2009 vinto con una Yamaha 450 privata (ultimo campionato del mondo ad essere stato conquistato da un pilota privato, su una moto preparata da un team clienti), ai titoli vinti in sella con la KTM 350 fra il 2010 e il 2014 e poi al 9° mondiale nel 2017: Cairoli e De Carli sono diventati un binomio che non ha eguali nel motocross e più in generale nel motociclismo.

Tony Cairoli insieme a Claudio De Carli, il team manager col quale ha condiviso 18 anni di carriera vincendo 9 mondiali e oltre 90 GP, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Un fuoriclasse talmente straordinario, che come ha raccontato nella sua autobiografia “Velocità, fango e gloria” edita da Rizzoli, non ha mai avuto un preparatore, un allenatore, un massaggiatore o un dietologo ma ha sempre fatto tutto di testa propria perché “uno dei segreti del mio successo è avere sempre avuto la capacità di comprendere di cosa avessi bisogno”. Una leggenda che lascia all’apice della sua carriera e che pur riuscendo ancora a giocarsela ad armi pari, ogni weekend di gara, con piloti ufficiali che hanno mediamente 10-15 anni meno di lui ha la lucidità di capire che è giusto lasciare al top e non lottando per posizioni marginali che non gli sono mai appartenute.
Io vivo il momento e la vittoria è solo il frutto del lavoro che faccio con passione ogni giorno. Mi aspettano ancora tante cose da fare nella vita dopo il 2021, ma intanto c’è ancora un obiettivo a cui dobbiamo pensare…
In bocca al lupo Tony e, grazie di tutto!

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