10 vittorie portate a casa nel 2022 con Bagnaia e Bastianini, 21 gare consecutive con almeno una Desmosedici sempre sul podio, il titolo costruttori MotoGP portato a casa domenica scorsa con ben 5 gare d’anticipo, Pecco Bagnaia (unico pilota Ducati a vincere 4 GP di fila con la D16) che dopo aver rimontato 81 punti in 5 gare al campione del mondo in carica Fabio Quartararo si trova ad appena 10 lunghezze dalla leadership del mondiale: il 2022 per Ducati è certamente un anno memorabile in cui la scuderia di Borgo Panigale ha la chance di rompere quel tabù che dura dal 2007 e centrare il titolo iridato piloti che manca dai tempi di Casey Stoner.
Proprio il leggendario ex bicampione del mondo australiano però è convinto che – nonostante i risultati recenti – Ducati, a dispetto del dominio totale nella classe regina negli ultimi anni, abbia fallito il proprio programma di sviluppo avendo puntato eccessivamente sull’elettronica e sullo sviluppo tecnologico che non hanno risolto alla radice i problemi della D16.
Oggi si continua ad aggiungere sempre più elettronica – l’opinione di Stoner, espressa al podcast In the Fast Lane - e marchingegni strani e questo è davvero mettere una benda sopra ai problemi veri, senza cercare di risolvere i problemi interni alle moto, e penso che questo sia qualcosa in cui, principalmente la Ducati, ha fallito nel corso degli anni. E’ il motivo per cui non hanno vinto più campionati finora, indipendentemente dal fatto che riusciranno a vincerlo quest’anno o meno. Questo perché continuano ad aggiungere più componenti elettronici”.
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Stoner non è stato nemmeno tenero nei confronti dei piloti della nuova generazione, che a suo dire proprio a causa dell’elettronica, dei dispositivi hole-shot e di tutta la tecnologia introdotta negli ultimi anni non riescono appieno a capire i problemi di una moto e svilupparla al meglio: “Questa generazione di piloti ha perso la sensibilità. Ho l’impressione che i piloti di oggi non riescano a capire veramente la moto perché ormai hanno a disposizione troppa elettronica, troppi controlli che si mettono in mezzo tra la moto e chi la guida. Diventa impossibile capire veramente se stai preservando come si deve le gomme e se stai sviluppando una moto capace di farti andare forte in ogni circuito. Quando ero pilota ho sempre lottato contro i miei ingegneri per liberarmi di quanta più elettronica possibile sia nei test che nei turni nel corso delle prove libere per cercare di capire davvero cosa stesse succedendo all’interno della moto”.
Nel corso del suo intervento Stoner ha anche detto la sua riguardo a Marquez, rientrato lo scorso weekend dopo l’ennesima operazione alla spalla e che secondo l’australiano per tornare competitivo dovrà necessariamente cambiare il proprio stile di guida: “Il suo reale problema è più mentale che fisico. Per anni io ho guidato con una spalla in uno stato delicato, non delicato come quello di Marquez, ma quando si hanno certi problemi bisogna trovare il modo di rivedere se stessi. Marquez dovrà reinventarsi e dovrà cambiare il suo modo di guidare. Deve pensare in modo diverso: puoi spingere ed essere veloce, ma c'è sempre il fuoco in vista. Nel corso della mia carriera ho imparato ad essere veloce ma con meno rischi e questo di solito mi rendeva più performante. Marc dovrà imparare a guidare in modo diverso e a mettere il corpo in una posizione diversa quando attacca la curva, magari frenare un po' prima, applicare meno pressione in frenata quando si inizia ad entrare, tante cose. Deve adattarsi alla situazione attuale".

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