La prima volta che ho sentito parlare di Lorenzo Dalla Porta era davvero uno scricciolo, mi dissero che c’era questo ragazzino della provincia di Prato che era molto dotato e ho iniziato a seguirlo con simpatia. Di strada da quel giorno ne ha fatta tanta e l’altro giorno a Phillip Island mi ha regalato una goduria enorme perché finalmente un pilota toscano ha tolto quel maledetto zero dalla casella dei titoli mondiali della classe Moto3 e riportato l’Italia a vincere in una categoria dove non si vinceva da 15 anni.
Giovanni Di Pillo non ce la fa a nascondere la fierezza e la gioia provate domenica mattina quando Lorenzo Dalla Porta, l’uomo nuovo del motociclismo italiano, si è ufficialmente laureato campione del mondo della classe Moto3. Un ragazzo toscano che è salito in moto all’età di 5 anni e che, dopo essere stato l’ultimo campione italiano della classe 125 nel 2012 ed aver bissato quattro anni dopo l’exploit nel campionato spagnolo Moto3, domenica a Phillip Island ha regalato all’Italia un titolo iridato che mancava da 15 anni, quando la Moto3 non si chiamava ancora così bensì 125 e si correva con motori a due tempi.
MotoGP
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Dal kartadromo "Il Geko" a campione del mondo come Capirossi, Rossi e Dovizioso

Per raccontare al meglio la storia di Dalla Porta non si può non partire dai sacrifici che la famiglia ha fatto per alimentare il talento del 22enne golden boy toscano. Se è vero che nonna Nicoletta è stata la prima a regalare una moto al piccolo Lorenzo, papà Max, mamma Cristina non si sono mai tirato indietro per permettere a Lorenzo di inseguire la sua passione. La mossa chiave è maturata nel 2008 quando la famiglia Dalla Porta ha creato a Montemurlo, il kartodromo “Il Geko”, dove Lorenzo ha iniziato ad allenarsi e ha affinato il proprio stile di guida. Il Geko, con le dovute proporzioni, è per Dalla Porta ciò che Il Ranch di Tavullia è per Valentino Rossi. E’ qui che si allena ed è qui che ha cementato il proprio rapporto unico con papà Massimiliano, che lo segue ovunque e lo ha aiutato anche a fare step importanti dal punto di vista psicologico e della tenuta mentale.
Il motociclismo è uno sport dove per arrivare a certi livelli devi fare grossi sacrifici – continua Di Pillo - e se vieni da una famiglia umile come quella di Lorenzo, ciò significa davvero prendere decisioni impegnative. A turno in questi anni tutti lo abbiamo aiutato perché Lorenzo semplicemente si meritava, si è sempre posto bene e fatto apprezzare da tutti. Timido e con la testa sulle spalle fuori dalla pista, estremamente maturo e con attributi di titanio quando cala la visiera e si mette in pista. La Moto3 è una categoria tremenda, dove in una curva se non sei concentrato ti puoi trovare da secondo a 11° e se sei ancor più iellato addirittura finito per terra. Lui nel biennio col team Honda Leopard, per distacco la miglior squadra del mondiale in questa categoria, di errori ne ha commessi veramente pochissimi. La gente magari talvolta ha un po’ storto il naso perché talvolta quando poteva fare 1°, lui magari arrivava terzo però lui alla fine il massimo lo portava sempre a casa e questo gli ha permesso di mettersi nelle condizioni di arrivare ad ottobre in testa al mondiale. Il capolavoro però lo ha fatto nelle ultime due gare, quando invece che limitarsi a gestire il vantaggio con Canet ha gettato la maschera e vinto di prepotenza, mostrando anche di avere pochi rivali nel corpo a corpo. Anche domenica a Phillip Island vincere non era necessario ma lui ha voluto farlo comunque. Ha voluto dominare, ha voluto vincere da campione con la C maiuscola.
Da Pagani a Dalla Porta: i 13 italiani campioni del mondo nella classe 125/Moto3
Nello Pagani 1949
Bruno Ruffo1950
Carlo Ubbiali1951, 1955, 1956, 1958, 1959, 1960
Paolo Pileri1975
Pier Paolo Bianchi1976, 1977, 1980
Fausto Gresini1985, 1987
Luca Cadalora1986
Loris Capirossi1990, 1991,
Alessandro Gramigni 1992
Valentino Rossi1997
Roberto Locatelli2000
Andrea Dovizioso2004
Lorenzo Dalla Porta2019

La profezia a cena con lo scettro e la corona

Che per Dalla Porta questo potesse essere l’anno giusto per dare l’assalto al titolo Moto3, Di Pillo lo aveva confidato allo stesso Dalla Porta ad inizio anno in una cena molto particolare...
Tre-quattro volte l’anno tutti i personaggi di spicco del motociclismo toscano che hanno tenuto l’onore della nostra regione in giro per il mondo si incontrano a cena per passare una serata in allegria. Lo abbiamo ribattezzato, il comitato del motociclismo toscano e novera personaggi del calibro di Nannelli, Gramigni, i fratelli Guidotti ed ovviamente anche Lorenzo Dalla Porta al quale proprio ad inizio anno abbiamo consegnato scettro e corona da imperatore. E’ stato il nostro modo per eleggerlo presidente del club e chiedergli di portare la Toscana sul tetto del mondo. Lui non se l’aspettava ma alla fine ha apprezzato e alla fine eravamo stati buoni profeti perché il titolo è arrivato davvero e addirittura l’ha vinto con due gare d’anticipo.

Ora la Moto2 per crescere e meritarsi la MotoGP

Messo in bacheca il primo titolo mondiale ora la curiosità è vedere come se la caverà in Moto2. Di Pillo, da acuto osservatore, non azzarda previsioni ardite poiché il passaggio dalla Moto3 alla Moto2 è tutt’altro che scontato...
Come abbiamo visto quest’anno con le difficoltà che sta incontrando Bezzecchi nella sua annata da rookie, essere subito veloci e consistenti in Moto2 quando vieni da buoni risultati in Moto3 non è affatto scontato. Lorenzo deve vivere il prossimo anno come un apprendistato, migliorare, imparare i trucchi per essere veloci insomma fare esperienza per poi magari puntare al bersaglio grosso nel 2021. Dalla sua ha il vantaggio di essere in un team molto competitivo come Italtrans dove sarà seguito da quella vecchia volpe di Giovanni Sandi che potrà insegnargli tanto. Quando potremo vederlo in MotoGP? Vediamo, sono discorsi un po’ prematuri. Di certo se il percorso di maturazione e i risultati saranno quelli che si sono visti in Moto3, il passaggio sarà obbligato. Anche perché l’Italia ha fame di talenti giovani capaci di far bene anche nella top class.
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