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Ezpeleta: "Tamponi a tutti prima di partire e all'arrivo in pista. Primo GP a Jerez a fine luglio?"

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Carmelo Ezpeleta si complimenta con Fabio Quartararo, Getty Images

Credit Foto Getty Images

DaLorenzo Rigamonti
05/05/2020 A 09:11 | Aggiornato 05/05/2020 A 09:12

Il CEO di Dorna Carmelo Ezpeleta è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Molteplici gli aspetti da considerare per la ripresa del motomondiale: il calendario, le misure di sicurezza per prevenire nuovi contagi di Coronavirus e gli investimenti per il futuro dello sport.

In un’intervista per La Gazzetta dello Sport, il CEO di Dorna Carmelo Ezpeleta ha aggiornato sulle dinamiche di ripartenza del motomondiale. Possibili formule e formati, come in ogni sport che cerca di non arrendersi all’emergenza, si moltiplicano di giorno in giorno, facendo vacillare la credibilità delle organizzazioni preposte a definire le soluzioni corrette. Il motomondiale, per ora, conta su una sola certezza: la volontà è quella di ripartire.

Ezpeleta, a capo della Dorna dal 1992, riflette sugli effetti distruttivi di un fenomeno senza precedenti:

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Quando tutto è iniziato in Qatar, pensavamo che avremmo potuto risolvere la questione in poche settimane. Poi abbiamo capito che si trattava di un problema enorme, non solo per la MotoGP. Adesso è una nuova sfida: stiamo lavorando a stretto contatto con la FIM (Federazione internazionale motociclistica), la MSMA (l’Associazione dei costruttori), l’IRTA (Associazione dei team) con i quali abbiamo subito trovato un accordo, non solo per quest’anno, ma anche per il futuro. In ogni caso, è il momento più difficile dal 1992: ma lavorando insieme ne usciremo più forti.

Sul calendario e le misure di sicurezza

Abbiamo diverse possibilità: una è provare a partire a fine luglio. Siamo in stretto contatto con i singoli governi e organizzatori per capire qual è la situazione: stiamo mettendo a punto un protocollo di sicurezza che venga accettato da tutti. Nel motomondiale ci sono tante persone che vengono da fuori Europa: l’idea è farli arrivare 14 giorni prima dell’inizio del campionato. Ci stiamo organizzando per fare un test a chi sarà nel paddock quattro giorni prima della partenza, test da ripetere quando arriveranno in circuito. Ci sarà una struttura medica in grado di controllare costantemente la situazione nel paddock, misurando quotidianamente la temperatura corporea a tutti.

Riguardo i circuiti presi in considerazione per la ripartenza:

L’intenzione è disputare 10-11 GP in Europa da fine luglio a inizio novembre, con la possibilità di doppie gare nello stesso circuito, ma non nello stesso fine settimana. Il GP di Rep.Ceca e d’Austria mantengono, al momento, la data originale di 9 e 16 agosto: stiamo valutando la possibilità di iniziare prima in Spagna (l’intenzione è partire a Jerez, poi Barcellona e Aragon, ndr). Abbiamo bisogno almeno di altre due settimane per essere più precisi. Per le gare extra-europee decideremo a settembre, assieme agli organizzatori, se si potrà correre in Thailandia, Argentina, Australia, Usa e Giappone, ma, eventualmente, solo con il pubblico, per rientrare dei costi. L’idea, quindi, è disputare da un minimo di 10 a un massimo di 14 GP.

Il futuro del motomondiale

La crisi provocata dal Coronavirus si ripercuoterà tanto sul mondo dei motori quanto sull’economia di intere nazioni. Un ridimensionamento della MotoGP sembra avvicinarsi sempre di più, ma Ezpeleta guarda al futuro con ottimismo, basta investire in maniera creativa e intelligente:

Noi vogliamo investire sulla parte sportiva per mantenere il nostro livello di competitività: MotoGP, Moto2 e Moto3 sono molto spettacolari e vogliamo che rimangano così. Anche per il 2021 abbiamo un contratto di 20 GP e lo manterremo, anche perché gli organizzatori ci hanno assicurato di voler continuare: l’interesse per la MotoGP rimane alto. Credo che in futuro avremo un campionato diverso da come è adesso, ma non sotto il profilo sportivo.

Ezpeleta rimane in costante contatto con i piloti di tutte le categorie:

Sono smaniosi di correre, in qualsiasi modo. Gli ho spiegato che l’intenzione è disputare due GP consecutivi, poi stare fermi una settimana, quindi tornare in pista per altre due gare. L’unica richiesta che ci hanno fatto è disputare un test prima della prima gara: sarà sicuramente così.

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