Marc Marquez torna nell'occhio del ciclone. Il Cabroncito era il grande favorito della vigilia a Termas de Rio Hondo ma è riuscito a buttare via una gara che sembrava vinta complicandosi maledettamente la vita e soprattuto finendo nel mirino di tifosi, pubblico e direzione gara per la sua aggressività eccessiva e i suoi sorpassi discutibili. A pagare il prezzo più alto è stato Valentino Rossi: il vecchio mito d’infanzia che negli anni è diventato molto più che un semplice rivale da battere in pista. Dopo il calcetto in Malesia che costò a Valentino la rincorsa al 10° titolo, Marquez e Rossi sono tornati pesantemente corpo a corpo e ad avere la peggio è stato Valentino. Ma partiamo dall’inizio e ricostruiamo la domenica da incubo di Marquez…

La partenza con moto spenta che gli costa la penalità

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Che non sarebbe stata una gara semplice per MM93 lo si era intuito già pochi istanti prima della partenza ufficiale della gara. Mentre si sta allineando nella sua casella in griglia, la moto di Marquez si spegne. Lo spagnolo prova a farla ripartire a spinta e salendo in sella e miracolosamente ci riesce ma da regolamento dovrebbe partire dalla pit lane. Il Cabroncito però non ci pensa minimamente ad uscire dalla pit lane, fa marcia indietro in contromano e si riallinea in griglia davanti alla faccia un po’ perplesso dal Marshall. La manovra però non piace minimamente alla direzione gara che dopo tre giri costringe Marquez a transitare dalla pit lane per un ride through che lo fa rientrare in pista 19°.

Il contatto con Rossi e la penalità di 30" per guida irresponsabile

Marquez imbufalito per il ride through riparte a spron battuto per riprendersi le posizioni che aveva perso. Si capisce subito che la sua rimonta sarà furiosa: il suo primo sorpasso è già oltre il limite, carenata decisa ad Espargaro che è costretto a farsi da parte e ad andare all’esterno dove la pista è più bagnata. Il connazionale dell’Aprilia miracolosamente riesce a tenere la sua moto in pista, Marquez si rende conto della manovra e chiede scusa ad Aleix. Il sorpasso dello “scandalo” però arriva a 4 giri dalla fine quando Marquez 7° dà l’attacco a Valentino Rossi. Nonostante sia nettamente più veloce, Marc non sceglie di temporeggiare e sorpavvanzare Rossi in un punto in cui era più veloce ma sceglie di aggredirlo alla penultima curva, dove lo spazio è praticamente nullo: si intuisce subito che si tratta di una manovra al limite, Rossi speronato finisce sull’erba e scivola dalla sua M1. La manovra di Marquez finisce sotto investigazione e sarà punita dalla direzione gara con una penalità da 30” per guida irresponsabile che farà retrocedere Marquez al 18esimo posto.

Le scuse non accettate dal box Yamaha

Rientrato in pit lane con le orecchie basse dopo un gp da incubo Marquez, fischiatissimo dal pubblico argentino, scende dalla moto e scortato da Alberto Puig (team principal HRC) e dal manager Emilio Alzamora si dirige al box di Valentino per chiedere scusa al Dottore. Ad attenderlo però trova gelo e un Alessio Salucci furioso che spiega a chiare lettere e con modi tutt’altro che cordiali che non basta una mano tesa per risolvere un rapporto derioratosi, quasi certamente, in maniera irrimediabile.
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