La battaglia non si disputa soltanto in pista, è iniziato il lungo weekend riservato al GP d’Argentina, ma i motori sono molto caldi anche fuori dal tracciato di Termas de Rio Hondo dove nel fine settimana si disputa la seconda tappa del Mondiale MotoGP. Prosegue la querelle sugli spoiler che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane. La Corte d’Appello della FIM ha respinto il ricorso presentato da Honda, Suzuki, Aprilia, KTM contro il cosiddetto “cucchiaio” montato dalla Ducati sul posteriore in occasione del GP del Qatar (vinto da Andrea Dovizioso davanti a Marc Marquez) e la Honda è passata subito al contrattacco.
La casa giapponese, infatti, ha chiesto l’omologazione di uno spoiler descrivendolo come funzionale per l’aerodinamica: Danny Aldridge, direttore tecnico della MotoGP, lo ha inizialmente respinto perché fuori regolamento. Si trattava chiaramente di una provocazione da parte dei nipponici per dimostrare quanto il regolamento sia aleatorio e soggetto a interpretazioni. La Casa dell’Ala Dorata è allora tornata al contrattacco e ha detto che lo spoiler, il deflettore, ha uno scopo differente rispetto a quello aerodinamico. E così è stato dato il via libera per il suo utilizzo sulla RC213V durante il GP d’Argentina (darà maggiore stabilità alla moto).
Honda ha voluto spingere al paradosso un "processo alle intenzioni" che sta scuotendo non poco il mondo del paddock. La casa dell’Ala Dorata ottiene così due piccioni con una fava: potrà utilizzare un elemento che fornirà un po’ più di stabilità alla RC213 e, contemporaneamente, evidenzia le crepe del regolamento tecnico MotoGP. Ad Austin altri team potrebbero già predisporre del famigerato cucchiaio.
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