Il Gran Premio d'Argentina va in archivio con il primo successo stagionale di Marc Marquez. Il Cabroncito domina in lungo e in largo, infliggendo distacchi abissali a tutti gli avversari. Una vittoria netta, decisa, che mette in chiaro i reali valori in pista di questo periodo. Si perché nonostante si parli ancora e tanto di quanto sia grandiosa la Ducati 2019, il miglior pacchetto moto-pilota è ancora quello tra lo spagnolo e la moto giapponese. Vediamo di analizzare i temi venuti fuori dopo la gara a Termas de Rio Hondo.
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Un Marc-ziano sopra tutti

GP Argentina
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28/03/2019 A 19:00

Marc Marquez esulta per la vittoria a Termas de Rio Hondo, Getty Images

Credit Foto Getty Images

Va bene sognare, ma tutti coloro che tifano Ducati e Dovizioso sono tornati sulla terra dopo la gara di ieri. Questo Marquez è ancora l'uomo da battere, il favorito numero uno per la vittoria finale. Il campione del mondo, quando è a posto, è semplicemente imbattibile. E' questa la differenza tra lui e gli avversari: se lui e la Honda non sono perfetti, arriva sul podio, mentre se tutto gli gira per il verso giusto vince con dieci secondi di vantaggio. Gli altri invece quando vincono lo battono di un nulla, mentre quando perdono gli sono distanti una vita.
Sia chiaro, non è il mezzo che fa la differenza. La Honda di quest'anno è una moto veloce e completa, agile in curva e con un gran motore. Ma, almeno per il momento, non ha mostrato di averne così tanto di più rispetto alla concorrenza. E' il binomio Marc-Honda che è quasi imbattibile.

Ducati e Dovizioso a inseguire

Dopo il successo del Qatar si è discusso sin troppo di spoiler, cucchiai, alette, aerodinamica, reclami e molto altro. In Argentina però la Desmosedici ha palesato i suoi limiti. O meglio: Termas de Rio Hondo non è mai stata una pista amica della moto italiana e quindi chiudere sul podio è un buon risultato, che mancava qui dal 2015. E' però il divario con Honda che è veramente pesante. E poi farsi battere dalla Yamaha, come è accaduto ieri, non è certo un bel segnale in ottica campionato.
Il distacco che ci ha dato Marc è importante, ci ha dato 10 secondi ma potevano essere di più, ma in passato è successo lo stesso quindi non mi sembra più preoccupante del solito. Noi siamo andati più piano del previsto, mentre lui ha mantenuto il ritmo. Dobbiamo rimanere concentrati in questo modo ad Austin, dove conquistare un podio equivarrebbe ad una vittoria. (Andrea Dovizioso nel post gara a GpOne.com)

E ora arriva Austin

Dopo l'Argentina, si va in Texas. Se Termas de Rio Hondo era pista amica del Cabroncito, Austin è la preferita. Lo spagnolo - nello snake americano - è semplicemente inattaccabile, per cui è presumibile che tra due settimane allungherà nella generale, con la Ducati ancora a inseguire. Inoltre Honda ha già ottenuto l'omologazione per il suo spoiler, per cui se la Ducati ha ancora qualche vantaggio aerodinamico, è possibile che a breve non lo avrà più.
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Rossi, nota lieta di Yamaha e c'è pure il disgelo con Marquez

Come già detto nelle pagelle post GP, la Yamaha M1 su questa pista aveva ritmo e Valentino Rossi ne ha approfittato in pieno. Podio spettacolare del Dottore, che si è permesso il lusso di battere Dovizioso all'ultimo giro. Gara accorta di Valentino, bravissimo a tenere il passo a centro gruppo per molti giri per poi attaccare nel finale. Le note liete per la Yamaha però finiscono qui: gara non certo brillante per Viñales, che poi finisce a terra per colpa di Franco Morbidelli che lo sperona nel finale.
Piloti con più podi in 500/MotoGP
PILOTAPODI
Valentino Rossi197
Jorge Lorenzo114
Dani Pedrosa112
Mick Doohan95
Marc Marquez79
Giacomo Agostini78
Eddie Lawson77
Casey Stoner69
Wayne Rainey64
Max Biaggi58
Insomma, passano gli anni ma il pilota migliore della casa del Diapason resta il Dottore. A quarant'anni sale ancora sul podio: è il 13mo quarantenne nella classe regina a farlo (primo in MotoGP), l'ultimo era stato Jack Findlay nel 1977, una vita fa.
E il ritorno sul podio ha, pure affievolito la freddezza con Marc Marquez: la telecamera ha ripreso un 'high five' di complimenti nel retro podio fra i due arcirivali, un gesto che stempera gli animi, un anno dopo lo scontro del GP d'Argentina e le dichiarazioni incendiarie del Dottore: "Marquez è un pericolo per il nostro sport". La tregua è stata siglata, potere dei risultati positivi.
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