Valentino Rossi in passato ha saputo togliersi grandissime soddisfazioni al Mugello, imponendosi per 7 volte consecutive in MotoGP tra il 2002 e il 2008. Anche in tempi recenti sono arrivate diverse soddisfazioni di rilievo, come per esempio l’ultima pole position realizzata dal Dottore, ormai tre anni orsono. Quest’anno il quarantaduenne di Tavullia sta lottando per traguardi di rincalzo, ma a Le Mans si sono ammirati dei passi avanti e l’obiettivo per il Gran Premio d’Italia potrebbe essere quello di interrompere la sequenza negativa di gare al di fuori della top-ten. Quali sono le sensazioni di Valentino alla vigilia dell’evento? Ecco quanto ha dichiarato nella conferenza stampa dei piloti del giovedì.
"Questo è un luogo speciale per tutti gli appassionati italiani di moto, essendo la casa del Gran Premio d’Italia ormai da 30 anni. Rimane speciale anche senza tifosi, perché quando sono arrivato ieri sera, vedere la pista e le colline della Toscana mi ha dato una sensazione incredibile. La settimana del Mugello è sempre incredibile, io personalmente comincio a essere un po’ più teso del solito già al lunedì. Quest’anno sarà diverso, perché senza fans ci sarà meno pressione da gestire. È una sensazione strana, ma non è spiacevole. Sarà la ventisettesima volta che ci corro, ma provo le stesse sensazioni di 25 anni fa. Cosa mi aspetto dal weekend? A Le Mans siamo migliorati un pochino, purtroppo domenica le condizioni sono peggiorate per tutti. Non mi sbilancio, vedremo quale sarà la nostra velocità durante il weekend”.
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"Devo capire i programmi di Team Petronas e Yamaha"

Tre delle prossime quattro gare, ovvero Mugello, Montemlò e Assen, si disputeranno su tracciati storicamente graditi dal Dottore. Saranno gare chiave per capire cosa fare nel 2022? “Affrontiamo un periodo molto importante del campionato e ci saranno quattro gare su piste molto importanti, dopodiché avremo un mese di pausa e senza dubbio in quel periodo tutti cominceranno a pensare al 2022. A quel punto prenderò la mia decisione, ma non sarà soltanto mia. Dovrò parlare con il Team Petronas e con Yamaha per capire quali siano i loro programmi per l’anno prossimo. Di sicuro le prossime quattro gare saranno molto importanti per cercare di trovare buoni risultati”.
Sarà possibile battere il record di velocità stabilito in Qatar? “Qui al Mugello la velocità è sempre molto alta, non solo alla fine del rettilineo. Io penso che il record di velocità possa essere battuto, perché di solito qui si può andare più veloci rispetto a Losail. La frenata della San Donato è il punto più impressionante dell’intero campionato. Non è semplice affrontarlo, ma è bello”.
Il Mugello rischia di diventare troppo pericoloso se le velocità dovessero continuare a crescere? “È importante continuare a lavorare sulle vie di fuga, perché sicuramente le nostre moto sono molto veloci. Se parliamo della sicurezza a Jerez o al Mugello siamo più o meno allo stesso livello, ci sono alcuni punti un po’ pericolosi. Sono tante le piste dove si può fare qualcosa di meglio sotto questo punto di vista”.
Vivere il Mugello 2022 con i tifosi potrebbe essere una motivazione per continuare? E qual è la situazione del team VR46? C’è la possibilità che Rossi possa essere pilota-manager? “No, non è una motivazione per continuare, perché se voglio vivere il Mugello con i tifosi, mi basta venire qui come ospite! Riguardo il team VR46, posso solo dirvi che si sta parlando principalmente con Ducati e Yamaha. Non siamo ancora vicini a un accordo, ma penso che ci possano essere notizie già settimana prossima, oppure al massimo nell’arco di dieci giorni”.
Capitolo holeshot, Yamaha sta riducendo il gap da Ducati? “La partenza nelle gare della MotoGP oggi è cruciale, è molto più importante rispetto a cinque o sei anni fa, perché è molto difficile recuperare. Quindi è normale che tutte le Case lavorino maggiormente su quest’aspetto. La Ducati è stata la più intelligente, perché ha cominciato a lavorare sull’holeshot prima di tutti gli altri. Però Yamaha sta reagendo bene e, quando si ricerca su quest’aspetto, ti si apre un mondo. Non siamo messi malissimo, sinceramente“.
Con quale la curva San Donato ha cominciato a essere impressionante? “La mia prima gara qui fu con la 125cc sport production, con quella moto si poteva fare a tutta anche l’Arrabbiata 1 e l’Arrabbiata 2. Figuriamoci la San Donato, non era un grande problema! Ho cominciato ad avere qualche problema con la 500cc, nel 2000 e nel 2001, anche perché non c’era il dispositivo anti-impennata e bisognava gestire la frenata in maniera totalmente diversa”.
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