Se l’immaginava diverso l’ultimo weekend da pilota ufficiale Yamaha, Valentino Rossi. Il pilota più vincente della storia della casa del Diapason, che nel 2004 ha permesso alla casa giapponese di tornare a vincere un mondiale nella classe regina che mancava da 12 anni e nei successivi 5 anni è riuscito a vincerne altri tre (2005, 2008, 2009), sfiorandone un altro nel famigerato e celeberrimo mondiale del 2015 (quello vinto dal compagno Lorenzo dopo la famosa retrocessione in ultima fila per il calcio a Marquez in Malesia, ndr), domenica a Portimao scatterà dalla 17esima casella in griglia. Un risultato non all’altezza della fama e della gloria di un pilota che pur a 41 anni pensa in grande e si sente a tutti gli effetti un pilota che può lottare per obiettivi importanti come ha raccontato in una lunga intervista ai colleghi di Sky Sport.

"E' un momento importante, è stato un viaggio lungo quello nel team ufficiale. E' stata divisa in due parti, in mezzo c'è stata l'esperienza con la Ducati. Sarò sempre grato alla Yamaha di avermi fatto tornare dopo due anni deludenti. Mi dispiace andare via dal team, ma non c'è tristezza. Sono anche curioso, ma non penso che cambierà molto, a parte i colori. Se avrei fatto la stessa scelta di due mesi fa? Penso che Yamaha e altri team scelgono sempre troppo presto. Bisognerebbe aspettare almeno metà stagione. Comunque penso sarebbe cambiato poco. Se ho ancora voglia? Direi di sì, sono così come carattere. I risultati fanno la differenza, come va la gara domenica decide il tuo stato d'animo per 4-5 giorni”.

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"Nel 2021 sarà difficile stare davanti a Morbidelli. 10° titolo? Il sogno resta tale"

Che effetto farà correre con Morbidelli? La storia di Franco è speciale, essere insieme in Yamaha è una bella storia. Adesso è il pilota più in forma e stargli davanti l'anno prossimo sarà difficile. Il decimo Mondiale? Quello è sempre l'obiettivo principale, ma andrebbe bene anche vincere delle gare, fare dei podi ed essere competitivi la domenica”.

Valentino Rossi insieme a Franco Morbidelli, Getty Images

Credit Foto Getty Images

"Ho un po' paura di diventare grande... Il futuro lo vedo sulle macchine"

"Penso che deciderò durante la prossima estate se continuare o meno. Non ho ancora deciso di smettere. Spero che il prossimo anno in Europa si corra con le date giuste, ci sarà una piccola pausa nel mezzo e penso che lì deciderò. Datemi ancora un po' di tempo, vi faccio sapere io... Se mi spaventa diventare grande? Un po' sì, anche se penso sia consapevolezza che ci sarà una parte di vita diversa. Ci saranno altre soddisfazioni, che però non saranno mai paragonabili a essere pilota della MotoGP. Durante l’inverno non correrò a Monza ma in Bahrain il 9 gennaio con la Ferrari 488 insieme a Uccio e a Luca (Marini, ndr) come l'anno scorso. E' una 12 ore, l'anno scorso era ad Abu Dhabi, quest'anno l'hanno spostata in Bahrain. Questo tipo di gare con le macchine è una di quelle cose che mi piacerebbe fare quando smetterò con le moto. Sono le gruppo 3, fanno delle endurance di 6 o 12 ore a Le Mans o Spa. Ci sono tante gare belle. La Dakar in futuro? Mi piacerebbe di più stare sull'asfalto, perchè è il mio materiale preferito. La Dakar è più fuoristrada, quindi al momento no. Comunque correre in macchina”.

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"Covid esperienza surreale"

Vivere il coronavirus sulla mia pelle è un’esperienza di cui avrei fatto volentieri a meno. Per la prima volta la gente non voleva venirmi vicino, anche mia mamma stava distante. Mi ha fatto un po' impressione, non ho avuto paura perché sono sempre stato bene. Mi è spiaciuto non correre. Il tampone non è un esame in cui puoi fare qualcosa. Sembrava di stare a scuola”.

"Un team in MotoGP? Bisogna strutturarsi ma è un idea"

Per i ragazzi del Ranch questa è stata davvero un anno fantastico. A Misano abbiamo fatto due doppiette in MotoGP e in Moto2. E' stato il coronamento di un sogno. Un team VR46 in MotoGP? Anni fa avrei detto di no. Poi ci siamo trovati molto bene a fare il team di Moto2 e Moto3 insieme a Sky. Fare il team di MotoGP è tutta un'altra cosa, bisogna strutturarsi bene e trovare molti soldi. Questa è la cosa più complicata. Il prossimo anno testeremo la cosa con Luca (Marini, ndr) e poi decideremo il da farsi. Con che moto? Se le Yamaha sono 4 e c'è Petronas, le Yamaha sono finite... Non è una cosa che si può decidere adesso, ho paura che bisognerà vedere cosa succede il prossimo anno. Ducati? Perché no, Luca correrà con Ducati. Honda? Non è che abbiamo buonissimi rapporti, ultimamente...”.

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"Mir ha meritato il Mondiale"

La vittoria di Mir è meritata. Ha vinto solo una gara, ma ha fatto tanti podi e piazzamenti. In Austria avrebbe vinto lui, poi la gara è stata fermata. Devo dire che il calendario ha reso un campionato strano e difficile per tutti, abbiamo avuto tanti problemi. Ma è meritatamente campione del mondo”.

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"Io papà? Prima o poi mi butterò"

Mi piacerebbe un giorno essere padre. Se devo aspettare di essere pronto non succederà mai. Quindi a un certo punto getterò il cuore oltre l'ostacolo. E' anche importante avere al proprio fianco la donna giusta, che ti fa stare bene. Se ho un sogno? Avere delle persone che mi vogliono bene, su cui contare e sui cui potere mettere la mano sul fuoco".

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