Il 31 marzo ci sarà il GP d’Argentina e il rischio era che si arrivasse senza un vincitore della gara precedente. Dopo il successo di Andrea Dovizioso in Qatar, infatti, ben quattro team avevano presentato ricorso per un spoiler irregolare montato sulla Ducati Desmosedici GP19 del pilota romagnolo, con Honda, Aprilia, Suzuki e KTM che volevano l’annullamento della gara. Dopo l'udienza della scorsa settimana a Ginevra, la Corte d'Appello della FIM ha confermato quindi la vittoria della Ducati. L’ultimo grado di giudizio sarà quello del TAS di Losanna, nel caso in cui i team volessero presentare una nuova missiva.
La Ducati ha vinto, per una seconda volta. Il primo successo era arrivato sulla pista del Qatar, il secondo nei tribunali. Dovizioso può quindi portare a casa questi 25 punti utilissimi per partire con il giusto spirito in Argentina, seconda prova del Mondiale. Dopo le polemiche riguardo allo spoiler usato dalla Ducati, il team italiano si è visto riconosciuta la regolarità dell’appendice posteriore che apporta miglioramenti sia sul raffreddamento della gomma posteriore che di carico aerodinamico. Altri team avevano sperimentato un’appendice molto simile, senza avere l’ok da parte dell’organizzazione di corsa. Ecco il perché del ricorso, respinto però dalla Corte d’Appello che ha confermato il parere inziale del direttore tecnico Danny Aldridge.
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Ora lo spoiler, dunque, sarà regolare e si potrà usare anche per le prossime gare. Gli stessi team che hanno presentato il ricorso potranno quindi utilizzare lo stesso espediente, già a partire dal GP d’Argentina. Le battaglie legali hanno imposto però una revisione del regolamento tecnico, ancora troppo aperto a diverse interpretazioni.
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