Un sabato italiano. Fa strano perché si corre in Catalogna e siamo reduci da un doppio round di gare in quel di Misano ma verrebbe da dire che il motociclismo italiano è veramente tirato a lucido. Già perché dopo 11 anni l’Italia fa en plein di pole position grazie a Tony Arbolino (poleman in Moto3), Luca Marini (poleman in Moto2) e Franco Morbidelli che, due settimane dopo aver festeggiato la prima vittoria in MotoGP al Montmelò si è tolto la soddisfazione di centrare la prima pole position nella classe regina della sua carriera, interrompendo un digiuno che per i nostri colori che durava da quasi due anni (21 ottobre 2018, Dovizioso a Motegi).

Un tris così non si vedeva dal 2009

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Per trovare un trittico simile bisogna tornare indietro a Brno 2009, anno mirabilis per Valentino Rossi che conquistò il suo nono titolo Mondiale. Quell’anno a far registrare la pole position furono Andrea Iannone in classe 125, Marco Simoncelli in classe 250 e proprio Rossi in MotoGP. E’ solo sabato e ciò che conta è la gara ma se è vero che chi ben comincia.

Tony Arbolino, Franco Morbidelli e Luca Marini premiati al Montmelò per la pole position

Credit Foto Getty Images

Abbiamo accennato a The Doctor, che 11 anni dopo è ancora lì a stupire e nel giorno dell’ufficializzazione del suo prolungamento di contratto con Petronas per un’altra stagione si è tolto la soddisfazione di tornare in prima fila dopo 14 gare (Silverstone 2019). Un Rossi che domani spera di festeggiare con il podio n° 200 e magari proprio insieme a quel Morbido che cresce a vista d’occhio e domani parte fra i favoriti per la vittoria del GP di Barcellona... Una vittoria che, in questo pazzo Mondiale, potrebbe anche addirittura rilanciarlo in ottica Mondiale.
Quando abbiamo iniziato l’avventura dell’Academy, non avrei mai pensato di correre con uno dei miei ragazzi, avrei detto che era impossibile. Invece sarò con Franco, che è un ottimo pilota. Credo sarà una bella esperienza.
Queste le parole d’encomio di Rossi al futuro compagno di squadra che ha poi raccontato un po’ di retroscena riguardo al contratto annuale che lo legherà al team Petronas nel 2021.
“Sono molto contento e orgoglioso di questo accordo, perché io voglio continuare a correre. Questa, purtroppo, è una stagione strana: la mia intenzione era capire se ero ancora competitivo, ma abbiamo dovuto decidere prima. Ho parlato con Jarvis, con Yamaha e con Petronas e abbiamo raggiunto questo accordo: voglio ringraziare tutti, perché avrò a disposizione una moto ufficiale a tutti gli effetti. Non cambierà molto rispetto adesso. Se si può vincere con un team satellite? Quando ho debuttato in 500 ero con il team Nastro Azzurro, un team satellite a tutti gli effetti come può essere il team Petronas adesso. Nel 2001 vinsi il mondiale: sono l’unico a esserci riuscito con una squadra non ufficiale. Speriamo sia di buon auspicio…”.

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