Fabio Quartararo (Yamaha, 1° classificato) voto 10 – Brinda al rinnovo biennale di contratto con Yamaha con magnum di champagne e una leadership del mondiale solida come il granito. Formidabile a fare cose mirabolanti con una M1 che gli altri compagni di scuderia (Dovizioso-Morbidelli e il rookie Darryn Binder, a malapena riescono ad inserire in zona punti), fortunato a capitalizzare gli errori in serie che gli sfidanti inanellano un weekend sì e l'altro pure. Leader maximo.
Jorge Martin (Ducati Pramac, 2° classificato) voto 9 – Dopo averla lanciata nella ghiaia in quattro dei primi otto gran premi ed aver dato l’impressione di aver smarrito il manico e la velocità che gli avevano permesso di laurearsi rookie of the year nel 2021, torna Martinator salvando parzialmente un weekend disastroso per la Ducati. Secondo podio stagionale, ottenuto battagliando contro un Aleix Espargaro coriaceo per 23 giri su 24, e con un braccio tutt’altro che al 100% visto che tra poche ore si sottoporrà ad un’operazione per risolvere un problema al tunnel carpale. Redivivo.
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Johann Zarco (Ducati Pramac, 3° classificato) voto 7,5 – Fortunato a scartare il regalo colossale di Aleix Espargaro, trova il terzo podio stagionale che lo issa al quarto posto nel mondiale e ribadisce la consistenza di un pilota a cui manca la vittoria in classe regina ma di certo non la scaltrezza e l’opportunismo. Carpe diem.
Joan Mir (Suzuki, 4° classificato) voto 7 – Dopo l’annuncio dell’addio a fine anno di Suzuki si è sentito smarrito e ferito come un innamorato che vede andare un matrimonio a rotoli senza rendersi conto del perché, in Catalogna però almeno ha dato segnali di reazione, tirando fuori gli attributi e tornando nelle posizioni che gli spettano e che gli appartengono. Chissà che queste performance non convincano la HRC a fugare gli ultimi dubbi di sorta e spalancargli le porte del suo team ufficiale, al fianco di Marc Marquez. Bentornato.
Aleix Espargaro (Aprilia, 5° classificato) voto 5,5 – Entra nella storia della MotoGP dalla porta sbagliata, con una figuraccia in mondovisione che non solo rovina un weekend che aveva preso una splendida piega ma che soprattutto mina il morale di un pilota che prima di oggi aveva gestito alla grande la pressione e soprattutto è stato il principale artefice di quel magnifico miracolo sportivo chiamato Aprilia. Siamo convinti che d’ora in poi la leggerezza di non guardare la tabella del muretto box, non lo commetterà più. Da grazie appassionato di ciclismo ora sa che l’unica ricetta per ripartire è quella di rialzarsi sui pedali e spingere ancora più forte, consapevole che domani è un altro giorno e che è passando dai fallimenti e dalle topiche anche più marchiane che si costruiscono i successi. Forza e coraggio.
Luca Marini (Ducati Mooney, 6° classificato) voto 6,5 – L’unico italiano in top 10, in un weekend a tinte fosche (5 ritiri) per il motociclismo italiano. Rispetto al Mugello viene inquadrato meno dalle telecamere ma i progressi restano lì da vedere e lasciano pensare che la strada sia quella giusta. Conferma.
Enea Bastianini (Ducati Gresini, non classificato) voto 4,5 – Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Dopo lo zero del Mugello per un errore suo, questa volta le responsabilità sembrano più della GP 21 che sue a sentire Enea: il dato di fatto è che si materializza un altro pesantissimo 0 che lo allontana dalla rincorsa per il titolo e soprattutto addensa anche i dubbi di Ducati riguardo alla sua promozione nel team ufficiale al posto di Jack Miller. La sensazione è che questa incertezza e soprattutto di essere l’outsider per il titolo, più che galvanizzarlo abbiano un po’ finito per disorientarlo. In tilt.
Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo, non classificato) sv – Non ha colpe a sto giro perché è Nakagami a tarpargli le ali con una mossa scellerata però la triste realtà dice che anche dopo 9 GP il distacco dal leader del mondiale Quartararo è di 66 lunghezze e i ritiri (3) sono più delle vittorie e dei podi conquistati (2). Un bilancio non positivo considerando che Ducati è nettamente la moto più competitiva del lotto ma, salvo clamorosi colpi di scena, anche quest’anno non riuscirà a mettere le mani su quel mondiale piloti che solo Stoner nel 2007 è riuscito a portare a casa.
Takaaki Nakagami (Honda LCR, non classificato) voto 3 - Spiace accanirsi ma il giapponese la combina grossa. Si infila alla curva 1 al grido di Geronimo, con la foga del pilota che non sta affrontando la prima curva ma sta giocandosi la vittoria all'ultima curva. Risultato la sua RC213V lo disarciona e lui nell'impatto finisce per tirare una craniata allucinante alla gomma posteriore dell'incolpevole Bagnaia e poi anche per falciare e rovinare la gara del povero Rins. Per fortuna nell'incidente ha riportato danni fisici di entità lieve ma di certo con prestazioni così sarà dura tenersi il proprio posto in MotoGP. Kamikaze.

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