Andrea Dovizioso taglia il traguardo dei 200 Gran Premi nella classe regina del Motomondiale. Un traguardo davvero importante per il 33enne romagnolo che, in sella alla sua Ducati, sta comandando la classifica generale del Mondiale MotoGP 2019. La gara di Jerez, per il GP di Spagna, farà raggiungere a “Desmo Dovi” un numero non da tutti. Occasione perfetta per concedere una lunga chiacchierata con la Gazzetta dello Sport. Andiamo a conoscere gli spunti più interessanti.
Domenica, come detto, Andrea Dovizioso toccherà quota 200 Gran Premi in MotoGP, un traguardo da vivere in maniera normale, come spiega il forlivese.
Penso che si tratti solamente di un numero. Non sono troppo attento a queste statistiche e, se devo essere sincero, non lo sapevo nemmeno. Mi spiego meglio, se fossero state 200 vittorie o podi, in quel caso sì che me lo sarei appuntato. Sono uno che preferisce pensare al risultato. Certo, comunque, che è un bel numero e che mi permette di ripercorrere la mia carriera. Ho vissuto alti e bassi, ma tagliare questo traguardo con questa competitività è davvero importante. Essere sempre la davanti non è per niente scontato.
MotoGP
Dovizioso: "Rossi è unico: se avessi 40 anni e avessi vinto 9 Mondiali non sarei ancora in MotoGP"
19/04/2019 A 15:19
Le tre gare da scegliere in queste 200 sono facili da selezionare
Sono tutte negli ultimi due anni e mezzo – sorride – La vittoria del Mugello 2017 è speciale, una pista nella quale avevo sempre fatto enorme fatica. Poi Misano 2018, un altro successo fondamentale, quindi direi Silverstone 2017, una gara nella quale ho goduto di brutto.
Il club di quelli con almeno 200 GP in classe regina: Dovizioso in buona compagnia
Valentino Rossi (2000-oggi)326
Dani Pedrosa (2006-2018)236
Loris Capirossi (1995-1996 / 2000-2011) 217
Andrea Dovizioso (2008-oggi)200

"Fiero della mia crescita e di quanto ho ottenuto"

Come ha spiegato il romagnolo, le ultime annate sono state un crescendo continuo.
12 vittorie e 23 podi nelle ultime 49 gare? Un numero incredibile. Da quando ho iniziato a salire sul gradino più alto del podio nel 2017 ho capito che non sono risultati casuali ma che potevo ripetermi. Ora sono al GP numero 200, sono davvero vecchio ma se mi guardo indietro sono fiero di quello che ho fatto ed ottenuto e, non ultimo, di quanto sono cresciuto.
Tornando al presente, il ducatista prova a vedere quanto sia cambiato rispetto ad un anno fa.
Oggi come allora sono primo in classifica ma penso di avere più sostanza contro avversari fortissimi con moto diverse l’una dall’altra. Essere in testa è motivo di orgoglio e mi da ancor più carica in vista di Jerez. Rossi come allora è un rivale? Pazzesco vederlo così competitivo a 40 anni, è un bene per la MotoGP. Io, tuttavia, posso già dirvi che non correrò a quella età. Magari mi dedicherò al cross come Tony Cairoli, che spero centri il decimo alloro iridato in MXGP. Tornando al nostro mondo tutti dicono che vincerà uno tra me, Rossi e Marquez, ma io non sottovaluterei nemmeno Rins”.
Una battuta anche sul suo ex compagno Jorge Lorenzo e Maverick Viñales, protagonisti di un inizio al di sotto della aspettative
Dopo quanto gli è successo non sapevo cosa aspettarmi da lui, ha avuto alti e bassi strani, e in Ducati non ha concretizzato. Ha un modo di affrontare le corse davvero strano. Da un giorno all’altro può diventare imbattibile, anche se fino a pochi istanti prima era in difficoltà. Vedremo ora come proseguirà con la Honda, al netto degli infortuni. Viñales? Non è facile da capire dall’esterno. Nel suo caso ha momenti incredibili, in altri sparisce, a differenza di Valentino che c’è sempre. Davvero strano, perchè il talento è innegabile.
alessandro.passanti@oasport.it
Gran Premio di Spagna
Valentino Rossi: "Barcellona è una pista che mi piace molto"
12/06/2019 A 11:56