10 gare fa, dopo la quarta caduta stagionale al Sachsenring, sembrava gettata al vento la chance di portarsi a casa il titolo mondiale, a Valencia invece dopo una rimonta portentosa e storica dal -91 al +17, Pecco Bagnaia e la Ducati sono i nuovi campioni del mondo della MotoGP. Un sogno che pareva impossibile ma è diventato realtà regalando all’Italia, un titolo nella classe regina che mancava dal 2009 con Valentino Rossi, presente a Valencia tra coloro che hanno festeggiato ed applaudito, l’impresa di questo ragazzo di Chivasso che nel 2014 - prima di trasferirsi a Pesaro ed entrare nell’Academy di Rossi, sembrava solamente un giovane prospetto con tanto potenziale inespresso ma 8 anni dopo è un bicampione del mondo.
È bellissimo, è stato fantastico. Questa è stata la gara più dura della mia vita. Il mio obiettivo oggi era arrivare nei primi cinque, ma dopo qualche giro ho cominciato a soffrire tantissimo all’anteriore della moto, era diventata quasi impossibile da controllare. Ma sono molto felice. Un’emozione unica, abbiamo lavorato tanto per arrivarci ed è andata bene.
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"Stanotte dormirò con il casco celebrativo"

Stanotte dormirò con quel casco – ha ammesso qualche ora dopo, negli studi di Sky Sport - È incredibile. Nel giorno della gara più difficile dell’anno è l’emozione più forte di tutta la mia carriera. All’inizio andavo bene. Ma da quando ho perso l’aletta anteriore ho fatto sempre più fatica, soprattutto nelle curve a destra. Ho cercato di gestire il possibile. Sono orgoglioso di tutto quello che abbiamo fatto, anche aver accumulato quel margine prima dell’ultima gara. La cosa più bella del weekend è il warmup di stamattina. Ho faticato tanto per trovare il feeling con la moto. Ero preoccupato di non arrivare neanche quindicesimo. Ma stamattina abbiamo ritrovato la moto di sempre. E in gara abbiamo adottato la strategia giusta”.

"Orgoglioso di aver lottato con un campione come Quartararo"

Bagnaia ha avuto parole da gentleman anche per il rivale in questa corsa al titolo, Fabio Quartararo:
“Abbiamo avuto un rispetto incredibile l’uno per l’altro, sono orgoglioso di aver lottato per il titolo con lui. Abbiamo compiuto qualcosa di veramente grande. Bisogna esserne consapevoli e orgogliosi. Ora non mi sento ancora un campione, ma nei prossimi giorni ci penserò”.

"Sentivo sulle mie spalle l'orgoglio di riportare l'Italia sul tetto del mondo, Vale ieri mi ha detto..."

Nel corso della conferenza stampa, Pecco Bagnaia ha anche trattato altri temi, svelando cosa Valentino Rossi gli ha datto nel GP di vigilia.
"È una vittoria incredibile. Sentivo il peso sulle mie spalle di dover riportare il titolo alla Ducati e all’Italia. Non è stato facile in quel momento. Poi ho parlato con Vale ieri e mi ha detto di essere orgoglioso di questa opportunità, perché non tutti possono avere questo feeling. È vero che puoi sentire la pressione e avere paura, ma devi essere orgoglioso e felice, e provare a godertela. Ci ho provato, ma oggi non ha funzionato (ride, ndr). Sinceramente sono molto contento".

"La scommessa con Aspar e Dall'Igna nel 2016, con questo titolo mi sento più libero"

"Prima dell’avvio di quella stagione avevo scommesso con il mio team Aspar e con Gigi (Dall’Igna ndr). Se avessi conquistato almeno 2 vittorie avrei avuto l’occasione di provare la Ducati di MotoGP. Loro mi dissero ‘ok’ convinti che la Mahindra non mi avrebbe permesso di centrare quei risultati, invece ce l’ho fatta. Quando ho avuto modo di effettuare quel test è stato qualcosa di incredibile. Passare da una Moto3 ad una con quella potenza, le mie sensazioni erano incredibili. Un sogno che si realizzava, in poche parole. Poi, da quel momento in avanti, ho vissuto tanti alti e bassi, ma non ho mai perso l’ambizione di vincere e sono molto orgoglioso di me stesso. Ho un livello di felicità massimo in questo momento e solamente sei anni fa non potevo che sognarlo. Io ho dato tutto quello che avevo, ma ho anche avuto la fortuna di incontrare nel mio cammino tante persone speciali che mi hanno permesso di raggiungere questo obiettivo. Cosa significa vincere questo titolo? Mi sento più libero. Dopo tanta fatica è importante raggiungere un risultato simile, ma non deve essere un punto di arrivo. Non bisogna mai smettere di imparare e crescere. Ho ancora molte cose da migliorare e capire, anche solo come parlare con i giornalisti. Ho solo 25 anni e ho tempo davanti a me, anche come uomo sto ancora crescendo, fa parte della vita. In queste cose sì, mi sento più libero".

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